«Valeria è morta tra le mie braccia»

Lo ha raccontato ai carabinieri Andrea Ravagnani, il fidanzato della studentessa veneziana raggiunta da due colpi la sera del 13 novembre al Bataclan. Funerali il 24 novembre. Il padre: «Non sono capace di odiare».

solesin

Tutto si era già compiuto dentro al Bataclan, nelle prime raffiche di kalashnikov dei terroristi. Per Valeria Solesin non si poteva fare più niente quando le teste di cuoio francesi, con il blitz, hanno liberato gli ostaggi.
Andrea Ravagnani, il fidanzato della studentessa veneziana, non aveva mai lasciato la sua Valeria: è morta tra le sue braccia, senza che lui se ne rendesse conto, mentre con la sorella e il fidanzato si fingeva morto sul pavimento del teatro parigino, per evitare i colpi di grazia degli jihadisti. Mentre si attendono i funerali laici di martedì 24 novembre, in Piazza San Marco, e centinaia di veneziani sono sfilati nella camera ardente allestita in Comune, la vera fotografia della strage di Parigi, degli ultimi istanti dell’unica vittima italiana, è uscita a dieci giorni di distanza dalla notte di terrore di venerdì 13 novembre. L’hanno ricostruita i carabinieri di Venezia, che hanno ascoltato per la prima volta il racconto di Andrea Ravagnani, della sorella Chiara, e del suo fidanzato, Stefano Peretti. Non era vero, come era stato ricostruito nell’immediatezza, che Valeria e i tre amici si fossero persi di vista all’inizio, che nessuno sapesse cosa le era successo. Per sopravvivere al dolore Andrea aveva forse rimosso, nell’inconscio sperava davvero che ci fosse una possibilità di trovare la compagna in vita. Non era così. Valeria è rimasta vittima di una delle prima raffiche sparate dagli attentatori, esplose da un ballatoio del Bataclan.

DUE COLPI SPARATI DALL’ALTO
Valeria è morta dissanguata. Come emerso dalla ricognizione cadaverica svolta all’ospedale di Mestre, la 28enne è stata raggiunta da due colpi, sparati dall’alto: uno all’emifaccia sinistra, l’altro alla spalla sinistra, fatale perché ha leso un polmone. L’esatta dinamica della morte è comunque racchiusa nei risultati dell’ autopsia fatta dalle autorità parigine, che verrà trasmessa alle procure di Roma e Venezia.

Alberto Solesin, padre di Valeria e Andrea Ravagnani, il fidanzato.

Alberto Solesin, padre di Valeria e Andrea Ravagnani, il fidanzato.

I FUNERALI IL 24 NOVEMBRE
A Venezia una folla di cittadini ha già salutato la salma di Valeria, sfilando davanti alla bara di legno chiaro posta nell’androne di Ca’ Farsetti, sede del municipio. Accanto alla bara, con un cenno del capo, una stretta di mano per tutti, i genitori di Valeria, Luciana Milani e Alberto Solesin. Il funerale laico è prevesro per martedì 24 novembre. «Non sono una persona capace di odiare. È inutile ragionare su come sono andate le cose. Io non ho voluto sapere», ha detto il padre della studentessa. Che ha aggiunto: «Ho visto tante ricostruzioni sul colloquio che Andrea, il fidanzato di Valeria, ha avuto coi carabinieri. Io sono stato con lui tanti giorni a Parigi, non gli ho chiesto nulla e non voglio sapere. Sapere di come sono andate le cose quella sera non cambia nulla nel destino di mia figlia e degli altri 131 sfortunati morti quella notte».

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Publicato in: Attualità, persone, Protagonisti Argomenti: , , , Data: 23-11-2015 10:25 AM


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