Quando mamma fa rima con impresa

di Francesca Amé
Erica Della Bianca, imprenditrice milanese, racconta a LetteraDonna la sua start-up Mamma M’Ama, specializzata nelle pappe per bambini.
Presentazione Mamma M'Ama_1

Da sinistra: Sonia Matteoni, Erica Della Bianca e Sonia Litrico.

Voglia d’impresa tra le donne italiane. Due su tre vedono positivamente la possibilità di un lavoro autonomo, due su cinque ritengono di avere la stoffa delle imprenditrici.
Nonostante la situazione occupazionale per le donne resti difficile (10 milioni di inoccupate in Italia, tra i 18 e i 60 anni) – o forse proprio per reazione alle chiusure del mercato del lavoro tradizionale – quasi il 70% delle italiane è favorevole al lavoro autonomo. Lo dicono i dati del Amway Global Entreprenurship Report 2015, uno studio su 50mila uomini e donne di 44 diversi Paesi, tra cui il nostro, svolto da GFk in collaborazione con l’Università di Monaco. Perché il 38.5% delle italiane intervistate vorrebbe mettersi in proprio? Due i motivi principali: l’autorealizzazione (ovvero l’indipendenza dal datore di lavoro e la possibilità di scegliere un settore o un’attività particolarmente gratificante) e il sogno di conciliare meglio casa e scrivania, con orari più flessibili e ritmi meno rigidi.

UNA MAMMA IMPRENDITRICE
Erica Della Bianca
, 34 anni, milanese, risponde perfettamente all’identikit dell’imprenditrice che emerge dalla ricerca commissionata dal gruppo Amwey. Anzi, a dirla tutta, Erica è un tipo particolare di donna manager, una di quelle che ha sfruttato la maternità come volàno per nuove idee e per un cambio-vita professionale. In America da anni le chiamano ‘mompreneur’, mamme-imprenditrici, tra le più sveglie sul mercato.
Della Bianca, un figlio piccolo e un altro in arrivo tra poco, festeggia il primo mese di vita di Mamma M’Ama, progetto di imprenditoria femminile firmato con Sonia Matteoni, già executive chef, e Sonia Litrico, creatrice di programmi tv, entrambe 40enni e madri di famiglia. L’azienda, tra le prime start-up finanziata grazie al credito di garanzia dello Stato, produce e vende pappe fresche, biologiche, sane e nutrienti, pronte da mettere in tavola.

UN’IDEA NATA DALL’ESPERIENZA PERSONALE
Un’idea innovativa, che ha destato persino l’interesse della grossa azienda veneta alimentare Voltan Way che ha acquisito il 22% della società. Si tratta di alimenti adatti ai piccoli dai 5 mesi ai 3 anni e di una serie di prodotti mirati per il difficile periodo dello svezzamento.
Chiunque abbia figli in quella fascia d’età, sa quanto sia impegnativo gestirne l’alimentazione tra brodini vegetali, carne da liofilizzare o frullare, frutta da omogeneizzare: un dispendio di tempo e di energia che spesso scoraggia (o ossessiona) le mamme, in un delicato momento di crescita dei bimbi che si affacciano alla formazione del gusto e alla conoscenza dei sapori. Un’idea imprenditoriale nata dall’esperienza personale: «Ricordo che quando il mio primogenito aveva sei mesi, cercavo disperatamente qualche pappa fresca, sana, pronta solo da mettere a bagnomaria e che mi risolvesse il dilemma del pranzo nei giorni in cui ero più occupata», ha spiegato .

DOMANDA: Quanto tempo ha richiesto la realizzazione del progetto?
R: Ci abbiamo messo un anno e mezzo per definire tutto: non è stato facile. Lavorando nel settore dell’alimentazione per l’infanzia ci sono standard rigidissimi e vanno seguiti i protocolli del ministero della Salute. Ci siamo avvalsi di consulenti competenti nel settore: un pediatra, una naturopata, uno chef di chiara fama come Davide Valsecchi.
D: Non c’è start-up senza un buon business plan…
R: Il mio trascorso in azienda mi ha aiutato: abbiamo scritto, riscritto e affinato mille volte il nostro business-plan che aveva però un punto fermo.
D: Quale?
R: Mettere sul mercato prodotti freschi e bio di altissima qualità per bambini. Mi piace dire che le nostre sono le ‘pappe’ che le mamme che amano cucinare danno ai loro figli.
D: Dove è possibile trovare i vostri prodotti?
R: Noi siamo di Milano e inizialmente volevamo aprire un negozio fisico su strada, ma abbiamo subito capito che non avrebbe coperto i costi di produzione. Ad oggi abbiamo sollevato interesse e curiosità da molti operatori, anche nella grande distribuzione e siamo presenti in alcune catene del Nord Italia. Altri contatti sono in corso.
D: Progetti futuri?
R: Per ora intendiamo consolidarci con la nostra linea di prodotti, realizzata da un laboratorio gastronomico di Pavia che una delle mie socie ha scovato e che ci dà la garanzia di offrire ad altre madri come noi prodotti di eccellenza. Il futuro? Chissà, magari all’estero.
D: Lei lavorava a tempo pieno, con un incarico di responsabilità e ha lasciato tutto per questo salto nel vuoto. Bilancio della scelta?
R: Felice di aver realizzato un’impresa utile. Felice perché la nostra azienda vuole coinvolgere più mamme possibili: una web designer ha curato il sito e altre madri con competenze professionali specifiche sono coinvolte nel progetto. Felice ancora di più perché alle quattro si stacca dal lavoro e si va tutte insieme a prendere i nostri bambini all’asilo. Lavorare bene e crescere i propri figli dedicando loro tempo di qualità è possibile. Alle mamme dico: conciliare si può.

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