Da Kabul con il pallone

Nadia Nadim è fuggita dall'Afghanistan quando aveva appena 12 anni. I talebani le avevano ucciso il padre. A 16 anni di distanza è una delle più lucenti stelle del calcio femminile mondiale.

FBL-ALGARVE-CUP-WOMEN-JPN-DENNadia Nadim aveva solo 12 anni quando, insieme alla madre, fuggì dall’Afghanistan dei talebani. Sei mesi prima, i fondamentalisti islamici avevano ucciso il padre, un generale dell’esercito afghano. Dodici anni dopo quella disperata fuga che la portò, dopo un lungo peregrinare, dalla terra natale fino in Danimarca, Nadia è diventata una delle più forti calciatrici al mondo. A contendersi il suo talento, le migliori squadre al mondo.

FUGA PER LA VITTORIA
La prima tappa della fuga di Nadim e della madre fu il Pakistan, dove si procurarono due passaporti falsi per un viaggio alla volta dell’Italia. Ma il nostro Paese era solo la seconda tappa. Montate di nascosto su un camion di di contrabbandieri, come racconta il Corriere della Sera, madre e figlia arrivarono, in compagnia di altri connazionali, in Danimarca. Lì cominciò a tirare i primi calci al pallone, rivelandosi in breve tempo più brava dei suoi coetanei maschi. Poco tempo dopo, a soli 16 anni, scendeva in campo nella massima divisione danese. Due anni dopo, otteneva la cittadinanza danese e a 18 anni entrava a far parte della Nazionale scandinava.

UN FUTURO A STELLE E STRISCE
Attualmente Nadia milita nel Fortuna Hjorring, squadra di alto livello che partecipa anche alla Champions League, massima competizione calcistica europea per club. Tuttavia, il futuro sportivo di Nadia sarà negli Stati Uniti, dove il calcio femminile trova attualmente la sua massima espressione. E poco male se dagli ottavi di finale disputati contro il Brescia Nadim è uscita sconfitta: la sua partita più importante l’ha già vinta.

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Publicato in: Attualità, persone, Protagonisti Argomenti: , , , , , Data: 19-11-2015 06:13 PM


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