Milly balla on the road

di Enrico Matzeu
La Carlucci racconta a LetteraDonna la sua ricerca di talenti del ballo in tutta la Penisola. E parla anche del futuro della tivù italiana e del suo rapporto con i social network.

'Dolce' Store OpeningMilly Carlucci è uno dei simboli viventi della televisione italiana. Sempre impeccabile con i suoi capelli biondi e il suo sorriso rassicurante, da sempre è una delle protagoniste dei sabato sera italiani. Negli ultimi anni si è dedicata molto al ballo e al pattinaggio, portando in televisione discipline apparentemente lontane dal pubblico, ma che hanno risvegliato in molti passioni recondite. Tanto che dai primi di novembre è in giro per l’Italia con Ballando on the road, un format itinerante con il quale va personalmente a intercettare aspiranti ballerini, professionisti e dilettanti, da inserire in una gara parallela all’interno della nuova edizione di Ballando con le Stelle, in onda a febbraio 2016 su Rai Uno, subito dopo il Festival di Sanremo. Una formula nuova che le sta facendo toccare con mano una certa parte di italianità, quella più artistica e disinvolta. Nel suo blog la Carlucci pubblica non solo fotografie e racconti di questa esperienza, ma anche immagini della sua quotidianità e consigli su come mantenersi in forma. Tra i protagonisti del suo sito c’è anche una dei suoi giudici, Carolyn Smith, che di recente ha dichiarato che la Carlucci è una tra le persone che più le stanno vicino nella sua lotta al cancro. Letteradonna.it ha incontrato Milly Carlucci per sapere come stanno andando le cose con questa nuova esperienza e per capire anche quale sarà secondo lei il futuro della televisione con l’avvento di internet.

DOMANDA: Ha preso il via ai primi di novembre Ballando On Tour, in cosa consiste?
RISPOSTA: Siamo a caccia di talenti in giro per l’Italia con un tour di sei tappe, partito da Mestre. Siamo già stati anche a Napoli. Tra le prossime tappe anche Catania, Monza, Bari e infine a Roma.
D: E cosa cercate di preciso?
R: Per quanto riguarda la categoria Pro siamo interessati a professionisti sia per balli latini sia per l’hip hop, la breakdance o la danza Bollywood che ancora non facciamo. Poi cerchiamo anche per la sezione Open, dedicata agli appassionati amatoriali di qualsiasi genere che si sfidano in un torneo che affianca quello principale di Ballando.
D: Dopo i vip, tornate anche voi ai talenti delle persone comuni?
R:
Questa cosa l’abbiamo fatta diverse volte in passato, siamo stati un po’ i precursori. La differenza di quest’anno è che prima facevamo un bando di concorso e provini tradizionali a Roma, che però limitava la presa sul pubblico, soprattutto per questioni logistiche. Così ora siamo noi ad andare da loro nei centri commerciali il sabato e la domenica, in modo che chi voglia mettersi alla prova non debba chiedere permessi al lavoro.
D: Che Italia sta incontrando nel suo tour?
R:
Un’Italia fatta di persone che coltivano la propria passione per la danza. Ad esempio c’è stato un gruppo di country composto da un neurochirurgo, da un biologo e da un ingegnere. Ma ci sono anche casalinghe o impiegati statali che con le mogli hanno formato un gruppo di danza Bollywood.
D: Il concorrente che l’ha colpita di più?
R:
Ce ne sono molti, ma ho visto bambina che si è fatta una coreografia da sé ed era molto brava. Mentre si esibiva c’era la mamma che piangeva perché non avevano neanche i soldi per farle fare un corso o comprarle un costume. Ma la forza della passione le ha permesso di fare tutto da autodidatta.

D: Perché secondo lei così tanti italiani amano ballare o si appassionano al ballo?
R: In realtà il ballo è una passione universale e primitiva dell’uomo, le danze tribali ne sono l’esempio. Ballando con le Stelle forse ha tirato fuori un qualcosa che si era assopito nell’animo degli italiani, ma è un qualcosa di innato.
D: Alla prossima edizione di Ballando, si vocifera di Simona Ventura e Selvaggia Lucarelli nel cast, conferma?
R: Ci sono tanti contatti e molte chiacchiere, però fino a che l’artista non ci ha dato l’ok definitivo ovviamente non possiamo sbilanciarci. L’unica conferma è l’appoggio che stiamo dando a Platinette e quello che stiamo facendo per i suoi allenamenti, per permetterle di dimagrire e mettersi letteralmente in pista.
D: La polemica con Natalia Titova che l’ha lasciata per Amici, può dirsi conclusa?
R: La verità è che c’è stata alcuna, è una non notizia. Noi apriamo il nostro casting ogni anno a moltissimi maestri e nessuno dei maestri storici è mai confermato fino all’ultimo, perché dipende molto dal tipo di concorrenti che abbiamo e dalle loro caratteristiche fisiche.
D: Quindi con la Titova com’è andata?
R: Prima ancora che noi cominciassimo a lavorare a Ballando, lei ha fatto scelte personali assolutamente condivisibili. Del resto nessuno è padrone di nessuno.

D: Ormai lei si è dedicata anima e corpo al ballo, ma se le proponessero di fare altro, cosa le piacerebbe condurre oggi?
R: Oggi in televisione, al di là del talent di cui noi siamo stati un po’ anticipatori, mi piacciono molto i talk che raccontano storie.
D: Quali ad esempio?
R: Nelle tivù tematiche ci sono formati senza conduzione, ad esempio, che raccontano storie di vita. Io sono anche autore dei programmi che conduco e, in queste vesti, posso dire che quello è un genere che ti incolla allo schermo.
D: Con l’avvento di internet e di piattaforme come Netflix, qual è il futuro della tivù secondo lei?
R: Come dicevo, la tivù tematica prenderà sempre più spazio e avranno sempre più pubblico.
D: Quindi la tivù generalista che fine farà?
R: La vera difficoltà sta appunto nel mantenere in piedi la tivù generalista. Ma credo che nei grandi eventi e nel varietà, la generalista sia inevitabilmente più forte, per i mezzi a disposizione e per le conoscenze. Negli Stati Uniti, dove l’utilizzo del web ha superato quello della televisione, rimangono comunque in piedi i grandi network, perché certi tipi di fiction e di spettacoli li puoi vedere solo lì.

D: Parlando di attualità, come ha vissuto gli attentati di Parigi?
R: Eravamo alla tappa di Napoli. Siamo rimasti tutti choccati e abbiamo riflettuto molto sul da farsi, ma abbiamo deciso di andare avanti, pur sempre nel lutto. Abbiamo deciso di non fermare le nostre vite e di non rintanarci, se no facciamo il gioco dei terroristi.
D: Lei è molto presente sui social, come li vive?
R: Li uso soprattutto per lavoro ma mi piace pubblicare anche quando sono ferma. Sono un modo di rimanere in contatto con il pubblico sempre, io non li vivo però fotografandomi i piedi o la tazza della colazione come fanno in tanti. Trovo che sia decisamente più stimolante scambiare idee, informazioni ed emozioni su cose più concrete.
D: Ha qualcuno che l’aiuta nella gestione del suo blog?
R: Certo. Un’organizzazione alle spalle di un blog che funziona ci vuole. È una squadra, un sistema di lavoro oliato.

D: Sua sorella ha lasciato lo spettacolo per la politica, lei lo farebbe?
R: Il fatto che io non l’abbia mai fatto la dice lunga sulla mia opinione. Non è una cosa nelle mie corde.
D: Sua figlia ha preso un’altra strada, ma se decidesse di seguire le sue orme, come Aurora Ramazzotti, lei la sosterrebbe?
R: È un’ipotesi improbabile perché mia figlia ora fa l’imprenditrice, ha un altro modo di pensare ed è molto concentrata sul suo lavoro. Anche mio figlio, che si è appena laureato, ha altre ambizioni. Quindi sono molto lontani dallo spettacolo.
D: Lei si interessa molto anche di alimentazione, che consiglio darebbe alle nostre lettrici, anche in vista delle feste?
R: Ogni tanto ci sta anche la trasgressione, ricordiamoci però che attraverso il cibo passa la nostra salute e anche la nostra bellezza.

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Publicato in: Attualità Argomenti: , , , Data: 18-11-2015 01:52 PM


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