Chiede di essere sterilizzata ma resta incinta: risarcita

La donna, 37 anni, aveva già cinque figli. Il giudice le ha riconosciuto una somma pari a 100 mila euro per le sofferenze patite dalla violazione del diritto di autodeterminazione della gravidanza e per il mantenimento del figlio.

Detail Of Pregnant Woman Holding Ultrasound ScanAveva chiesto di essere sterilizzata al momento del parto del quinto figlio, nato a marzo del 2007. Ma i medici non le hanno praticato la sterilizzazione tubarica e la donna, una 37enne pakistana che vive a Boretto (Reggio Emilia), è rimasta nuovamente incinta dopo appena nove mesi. Per la sesta volta. Così ha chiesto un risarcimento all’Ausl di Reggio Emilia: il giudice ha riconosciuto alla donna un risarcimento di oltre 100 mila euro per le sofferenze patite dalla violazione del diritto di autodeterminazione della gravidanza e per il mantenimento del figlio fino all’autonomia economica. Un riconoscimento importante, nell’ambito del risarcimento del danno medico, quello ottenuto dagli avvocati Mauro Intagliata e Domenico Intagliata dello Studio Legale Associato Rovacchi Intagliata di Reggio Emilia.

L’ABORTO NON È UNA RISPOSTA
A sostegno della sua volontà, la donna ha prodotto un documento sul consenso informato all’operazione che poi non le è stata eseguita. L’Ausl ha eccepito che la 37enne poteva interrompere la gravidanza, ma il giudice ha sottolineato che il diritto all’aborto può non essere esercitato per «ragioni etiche, morali o religiose che impediscono tale scelta». Il tribunale ha riconosciuto quindi i profili di colpa dell’Ausl condannandola al risarcimento dei danni non patrimoniali sofferti dalla famiglia lesionata nel suo diritto di «autodeterminazione della propria esistenza», e dei danni patrimoniali per il mantenimento economico del figlio indesiderato.

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Publicato in: Attualità Argomenti: , , Data: 17-11-2015 12:20 PM


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