L'hashtag ai tempi del terrorismo

Con #PorteOuverte i parigini hanno aperto le loro case a chi scappava dalla violenza cieca dell'Isis. Tra loro anche alcuni italiani, proprio come Angelica rifugiatasi a casa di una ragazza francese conosciuta poche ore prima.

Continua-linchiesta-sugli-attentati-di-ParigiAngelica Lato, 21 anni, si trovava a Parigi la notte di venerdì 13 novembre 2015. Era arrivata nella capitale francese a settembre per seguire il suo sogno e diventare studentessa alla Sorbonne Noulle. Era arrivata in Francia grazie a un erasmus per proseguire sotto la Tour Eiffel i suoi studi in Lettere moderne e Comunicazione. Poi quell’inferno che nessuno si aspettava. Attimi di terrore e una fuga disperata per cercare riparo. Quella di Angelica, raccontata dal Corriere della Sera, è una storia come tante. Una storia che ha accomunato, in un solo istante, persone di ogni età e provenienza travolte dalla furia omicida dell’Isis.

UNA GIORNATA SFORTUNATA
E pensare che quella serata non era iniziata propriamente sotto una buona stella. Angelica era febbricitante nel suo appartamento, ma aspettava una sua amica che viveva in Olanda. Le due non si vedevano da un po’ e avevano progettato di passare un allegro weekend parigino. Così, nonostante l’influenza e il ritardo dovuto al lungo viaggio, Angelica e Elena (questo il nome della conoscente), le due amiche decidono di fare un giro a Le Marais per poi dirigersi a La Perle, un bar à vin rinomato nel quartiere.

NUOVI AMICI
Al bar le due amiche conoscono una coppia. Lui è italiano e si chiama Davide, lei invece, Agnès, è francese. Tutti insieme decidono di spostarsi nel bar poco distante Le Saint Gervais dove loro avevano un altro gruppo di amici ad aspettarli. Appena il tempo di sedersi e ordinare qualcosa ed ecco il disastro. Nel locale come per le strade girano sempre più insistentemente le voci di tre attentati al cuore della città. La notizia viene confermata poco dopo dalle televisioni. Il panico è generale e Angelica riesce a inviare subito un messaggio ai genitori per tranquillizzarli sulla sua incolumità. «Ci sono degli attacchi terroristici a Parigi, tre episodi tra X e XII arrondissement e da un’altra parte, sono vicini a casa ma sto bene e sono in un bar a seguire le notizie», srive alle 22.14.

SALVEZZA SOCIAL Poi alla tivù raccontano che i terroristi sparano nei bar e stanno prendendo ostaggi. La scelta più logica è tornare a casa il prima possibile. Sì, ma come? Quando la comitiva decide di abbandonare il bar ecco che arriva un ragazzo che racconta di un nuovo attentato vicino alla casa dove Angelica vive. La ragazza ha paura. Non vuole tornare a casa, ma restare nel bar non è consigliabile. Ma ecco che sui social i parigini postano un hashtag che ha del miracolose. Con #PorteOuverte sono in molti che invitano gli sfollati a rifugiarsi nelle loro abitazioni. «La nostra #porteouverte la troviamo da Agnès, la ragazza che avevamo conosciuto poche ore fa. Si offre di ospitarci da lei. Subito ci dirigiamo verso casa sua a 200 metri dal bar». Angelica Lato e i suoi amici sono scampati al terrore che ha pervaso Parigi. Ora il pensiero va a chi non ce l’ha fatta. «Hanno voluto spaventarci e ce l’hanno sicuramente fatta, hanno voluto uccidere e ci sono riusciti, vogliono sradicare ogni speranza ma non ce la faranno», ha aggiunto la 21enne al Corriere della Sera.

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Publicato in: Attualità, persone Argomenti: , , , , , Data: 16-11-2015 04:01 PM


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