Scandalizzati da una mostra

di Francesca Amé
Tutto Bellezza Divina, l'esposizione di Firenze vietata ad alcune classi perchè «i crocifissi urtano i non cattolici».

EKTA 34206 (13X18 cm)Quella mostra non s’ha da vedere! Chagall, Matissee, Van Gogh? Artisti che potrebbero turbare la sensibilità dei ragazzi. Pare incredibile, ma la mostra Bellezza divina, in corso a Palazzo Strozzi di Firenze fino al 24 gennaio, ha incassato il niet delle insegnanti di una scuola elementare del capoluogo toscano. Il motivo? È troppo cattolica, urterebbe gli atei o chi crede in altre religioni. La polemica sta divampando in queste ore, dopo che La Nazione ha pubblicato la notizia secondo cui a un gruppo di classi elementari della scuola Matteotti sarebbe stata vietata la visita didattica alla mostra d’arte «per venire incontro alla sensibilità delle famiglie non cattoliche». Questo è quanto si legge nel verbale redatto pochi giorni fa, dopo la riunione del consiglio interclasse delle classi terze, quelle che avrebbero dovuto partecipare alla visita guidata a Palazzo Strozzi. l genitori, non appena la notizia è trapelata, hanno espresso forte rammarico e preoccupazione per una presa di posizione appartentemente inspiegabile. Oggetto del contendere, ancora una volta, il crocifisso, che a Palazzo Strozzi è rappresentato in moltissimi quadri, compresa la celeberrima Crocifissione bianca di Marc Chagall, eccezionalmente data in prestito dal museo di Chicaco e che – ironia della sorte – è anche il quadro preferito da papa Bergoglio, proprio perché suggerisce il dialogo tra cattolici ed ebrei. Ha cercato di metterci subito una toppa il preside dell’Istituto, Alessando Bussotti, che ha dichiarato: «La visita non è stata annullata, la programmazione è ancora in corso e non è detto che non si faccia». Parole di circostanza, che non sono servite a placare gli animi.

IL SINDACO NARDELLA: «UN ERRORE GROSSOLANO»
Il caso, inutile dirlo, è diventato in poco tempo politico: lo stesso sindaco Dario Nardella ha voluto dire la sua e per far capire da che parte stava ha scelto un post pubblico sulla sua pagina Facebook, dove non ha risparmiato l’ironia per la scelta scellerata dei docenti. «Se è vero che una scuola fiorentina ha annullato la visita degli alunni ad una delle più belle mostre fiorentine di arte sacra degli ultimi anni «per venire incontro alla sensibilità delle famiglie non cattoliche» saremmo davanti a un fatto quantomeno insensato, ha scritto il primo cittadino. «Non solo perché siamo da sempre la città del dialogo interreligioso, ma anche perché sarebbe un errore grossolano escludere dalle scuole la fruizione del nostro patrimonio di storia e cultura che comprende oggettivamente anche l’arte sacra, che per forza di cose da noi è arte cristiana. Forse che io, cattolico, non possa fare una gita ad Istanbul o a Tel Aviv perché queste città ferirebbero il mio credo?».

LA CURATRICE DELLA MOSTRA: «L’ARTE? NON HA BARRIERE»
Mentre la polemica divampa e vede su due schieramenti contrapposti gli insegnanti, proni alla correttezza politica a ogni costo (anche perché non risulta che nessun genitore abbia mosso rimostranze per la visita guidata a Palazzo Sfrozzi), e i genitori degli studenti, arrabbiati perché i loro figli perderanno una bella occasione di apprendimento, Letteradonna.it ha raggiunto telefonicamente Ludovica Sebregondi, curatrice della mostra ‘dello scandalo’. Non si aspettava certo una polemica simile e risponde amareggiata: «L’arte sacra può far paura a quanti vogliono rinchuderla entro confini religiosi, ma l’arte sacra, proprio perché arte, non è segregabile con barriere. Anzi, spazia ben al di là delle singole professioni». Di poche parole, la studiosa non ha voglia di soffiare sul fuoco delle polemiche: «Aggiungo solo che l’arte non ha religione», ha concluso.

CENTO CAPOLAVORI IN SETTE SALE
Ma che cosa è esposto in questa mostra messa all’indice dalle maestre elementari? Un’ incredibile infilata di capolavori, esposti in un percorso in sette sale e cento opere. Da Van Gogh a Fontana, in una carrellata di opere dalla metà dell’Ottocento alla metà del Novecento (con prestiti eccezionali quali L’Angelus di Jean-François Miller dal Museo d’Orsay di Parigi e la Pietà di Van Gogh dai Musei Vaticani) si racconta infatti – e con tutto il rigore scientifico necessario in esposizioni così importanti – il rapporto tra gli artisti e la spiritualità, anche a partire dalla rappresentazione della figura femminile per antonomasia, Maria. Nella gallery che vi proponiamo in seguito, una selezione dei dipinti più significativi esposti in mostra e dedicati all’universo femminile, a dimostrazione che tutti gli artisti che si sono accostati all’arte sacra hanno oscillato di continuo tra la rappresentazioni di ‘donne’, molto carnali e sensuali, e ‘Madonne”. Altro che dogmatismo, insomma.

LA CROCIFISSIONE NELL’ARTE
Oltre alla Pietà di Van Gogh e all’Angelus di Millet, dalla Gam di Roma arriva un altro quadro-simbolo del complesso rapporto tra arte e religione, quella Crocifissione di Renato Guttuso che nel ‘40 sconvolse i benpensanti perché ritraeva Gesù semi-nascosto dalla croce del ladrone e la Maddalena nuda. In un percorso cronologico che parte dalla pala d’altare ottocentesca, passa per la rappresentazione (poliedrica) della Madonna, tra il simbolismo-sacro di un Gaetano Previati alle madonne-vampiro di Edvard Munch, e prosegue con i dipinti dedicati ai Vangeli e alla vita di Cristo, è evidente come la Crocifissione, specie negli anni dominati dalle Guerre Mondiali, sia stato un tema molto sentito da tutti gli artisti, anche i meno ortodossi. Nelle sale, a confronto l’uno con l’altro, incontriamo capolavori firmati da Lucio Fontana, Renato Guttuso, Otto Fix, Henri Matisse, Emilio Vedova, Odilon Redon, a testimonianza di quanto la spiritualità abbia impregnato la storia dell’arte anche recente, ben al di là delle ideologie che stanno avvelenando il dibattito di questi giorni.

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Publicato in: Attualità, foto, Gallery, Saper vivere Argomenti: , , , , Data: 12-11-2015 07:28 PM


Una risposta a “Scandalizzati da una mostra”

  1. antonio scrive:

    l’arte è sempre arte per….tutti nonostante qualsiasi fede religiosa o politica

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