Otto anni alla manipolatrice

Gayle Newland, venticinquenne inglese, per due anni si era finta un uomo per convincere una donna a fare sesso con lei. Il giudice: «Una giovane donna intelligente, ossessiva, ingannatrice e fortemente determinata».

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Quando la passione sfuma nella follia. È stata condannata a otto anni, Gayle Newland, la 25enne britannica che per due anni si era finta un uomo per convincere una donna a fare sesso con lei. Nella sentenza il giudice l’ha descritta come «una giovane donna intelligente, ossessiva, manipolatrice, ingannatrice e fortemente determinata». Definizioni calzanti per una donna che ha utilizzato i più svariati sistemi per circuire l’amica, evidentemente sprovveduta.

L’OSSESSIONE MANIPOLATRICE
Gayle era entrata in contatto con la ragazza via Facebook fingendosi un uomo, il fantomatico Kye Fortune. Al telefono ha simulato una voce maschile e organizzato incontri in cui chiedeva alla vittima di bendarsi, dicendo di vergognarsi per il proprio aspetto perché reduce da un brutto incidente. Poi rapporti sessuali consumati con una protesi di pene. Una storia surreale dove plagio, ossessione e violenza si fondono. Ma Gayle ribatte: l’amica era consenziente, sapeva tutto dall’inizio, non aveva il coraggio di ammettere le sue pulsioni sessuali. Nessuna fascia contenitiva per il seno, nessun cappello per nascondere il volto, nessuna protesi, ha insistito l’accusata, tutte invenzioni. Ma la giuria è stata implacabile: Newland ha costruito un castello di falsità per ingannare la sua vittima al solo scopo di compiacere il proprio desiderio sessuale. E lasciando devastata la ragazza.

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Publicato in: Attualità Argomenti: , , Data: 12-11-2015 06:27 PM


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