Il giudice del caso De Luca

Anna Scognamiglio racconta la fine della sua relazione con il marito. Per gli inquirenti l'uomo avrebbe proposto all'ex capo della segreteria del governatore della Campania di intercedere presso la moglie prima della pronuncia della sentenza sulla sospensione del presidente della Regione.
Il giudice Anna Scognamiglio in un'immagine tratta da Facebook

Il giudice Anna Scognamiglio in un’immagine tratta da Facebook.

Anatomia di un amore. Separata in casa, con una richiesta di separazione presentata da tre anni. È lo stesso giudice Anna Scognamiglio, coinvolta insieme al marito nella vicenda che vede il governatore Vincenzo De Luca indagato per concussione, a far trapelare dettagli sulla sua vita personale attraverso un comunicato divulgato dal suo legale. Secondo gli inquirenti, il marito del giudice, Guglielmo Manna, avrebbe proposto all’ex capo della segreteria di De Luca, Carmelo Mastursi, di intercedere presso la moglie prima della pronuncia della sentenza sulla sospensione disposta per il governatore, condannato per abuso d’ufficio, in base alla legge Severino.

UNA VITA DEDICATA ALLA MAGISTRATURA
Classe 1954, napoletana, componente del collegio del Tribunale civile di Napoli che lo scorso 22 luglio si è espresso all’unanimità a favore di De Luca, ha conosciuto il marito all’università. Insieme si sono laureati in Legge all’università Federico II e hanno seguito il corso di preparazione al concorso in magistratura. Lui ha poi fatto un altro percorso, lei, invece, nel 1991, è diventata magistrato. La sua prima sede è stata Palmi, in provincia di Reggio Calabria, con funzioni civili e penali, poi è stata la volta di Torre Annunziata, quindi Marano e infine Napoli. Nel frattempo la coppia si è sposata, ha acquistato casa nel quartiere del Vomero e hanno avuto due figli.

FINE DI UNA STORIA
La relazione però è andata, negli anni, a sgretolarsi. Scognamiglio ha spiegato che la convivenza era ormai solo formale e volta a salvaguardare in qualche misura i figli. Insomma entrambi avevano una vita, anche sentimentale, del tutto autonoma. Alla luce delle ultime vicende la coppia ha deciso di non vivere più sotto lo stesso tetto.
Il giudice ha ribadito di non avere mai compromesso principi morali e professionalità per procurare al padre dei suoi figli illeciti vantaggi di carriera. Ora però Anna rischia il trasferimento d’ufficio per incompatibilità mentre la prima commissione del Csm ha chiesto all’unanimità l’apertura di una pratica a suo carico.

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Publicato in: Attualità Argomenti: , , Data: 12-11-2015 04:39 PM


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