Embrioni, la selezione non è reato

In caso di gravi malattie è una pratica legittima: così ha stabilito la Corte Costituzionale. Ma se da una parte si loda il provvedimento, dall'altra c'è chi parla di eugenetica e cultura dello scarto.

Consulta: gravi malattie, non reato selezione embrioniI detrattori avevano sempre agitato lo sparacchio dell’eugenetica, ma alla fine la Consulta ha deciso diversamente: in caso di gravi malattie, la selezione degli embrioni non è un reato. Secondo la Corte Costituzionale, infatti, se l’obiettivo della selezione è evitare che nell’utero venga impiantato un embrione non sano, la pratica è ammissibile.

PRIMA LA SALUTE DELLA DONNA
Sono considerate gravi le malattie trasmissibili oltre a quelle già indicate nella legge 194. La Corte costituzionale ha comunque specificato che la soppressione continuerà a essere un reato, anche nel caso degli embrioni affetti dalle patologie gravi. La decisione della Corte Costituzionale è arrivata nell’ambito di un processo del Tribunale di Napoli che vedeva imputati un gruppo di ricercatori accusati di realizzare embrioni umani a scopi differenti rispetto a quelli prefissati dalla legge 40. La Consulta, in realtà, si era già espressa sulla questione in passato, sottolineando l’illegittimità del divieto di diagnosi pre-impianto stabilito dalla legge 40. La sentenza è stata accolta con favore dall’avvocato Gianni Baldini, che da sempre si batte per tutelare le coppie che ricorrono alla fecondazione assistita. Baldini ha sottolineato che il provvedimento mette in primo piano la tutela della salute psichica e fisica della donna.

«VINCE LA CULTURA DELLO SCARTO»
Non mancano le posizioni critiche. Il parlamentare Eugenio Roccella di Area Popolare parla di «eugenetica», mentre Gian Luigi Gigli, capogruppo di Per l’Italia – Centro Democratico e presidente del Movimento per la Vita Italiano, denuncia quello che secondo lui è un passo in avanti in quella che definisce come cultura dello scarto: «L’embrione è ormai ridotto a un bene di consumo, da usare e gettare se difettoso».

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