L'omofobia non è (più) di casa

Dopo essere stato tempestato di polemiche il sito di affitti Flatme, che permetteva di selezionare il tasto «gay friendly» nella scelta dei coinquilini, ha comunicato di aver rimosso l'opzione.

flat.me«No fumatori, no animali». E perchè no, anche «no gay». Sono alcune delle opzioni proposte dalla piattaforma online FlatMe, un sito nato a Cesena che permette di affittare stanze, posti letto o appartamenti. Un servizio utilizzato prevalentemente da studenti fuori sede, che ha l’obiettivo di dare la possibilità di scegliere un coinquilino affine a noi, se non addirittura perfetto. Ma – si sono chiesti in tanti – è accettabile che un sito sia autorizzato a favorire l’omofobia? Si può paragonare la tolleranza nei confronti di un cane o un gatto a quella nei confronti di un omosessuale?

FLATME RIMUOVE IL TASTO
Dopo alcune segnalazioni, Flatme è stato tempestato di polemiche. E Daniele Tigli, uno dei creatori del servizio, ha deciso di replicare con un video caricato su Youtube. «Io per primo sono gay, non posso essere omofobo. Il tasto gay friendly, al contrario di quello che è emerso, è stato pensato proprio per segnare ai futuri coinquilini persone con un certo tipo di chiusura mentale», ha spiegato. La piattaforma, prosegue, è stata pensata per «trovare un massimo grado di compatibilità tra le persone: per esempio un vegan non sarà contento di dividere la sua cucina con un carnivoro». Il 4 novembre il sito ha tuttavia fatto marcia indietro comunicando via Twitter di aver eliminato il famigerato tasto gayfriendly.

 

 

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Publicato in: Attualità, video Argomenti: , , , , Data: 04-11-2015 02:18 PM


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