Vendere sesso ai soldati USA

Nei dintorni della base militare americana di Songtan, in Corea del Sud, sono nati dei veri e propri quartieri a luci rosse dove la prostituzione è illegale, ma tollerata.

prostituzion_coreaLe basi militari sparse nel mondo generano un indotto tutto particolare di cui nessuno va fiero ma che viene ampiamente tollerato. Stiamo parlando del mercato della prostituzione rivolto ai soldati di stanza nelle varie basi. Un’inchiesta di David Vine scritta per Politico, in particolare, ha portato alla luce quello che succede a Songtan, città sudcoreana che ospita la base aerea statunitense di Osan. Nei dintorni, sono spuntati come funghi locali dai nomi piuttosto espliciti, come ad esempio Pleasure World (Il mondo del piacere) o Hook Up (le prostitute in inglese sono dette anche hookers) che, tra drink e luci al neon, vendono soprattutto sesso.

GUERRA E SESSO
Non si tratta di un fenomeno recente, anzi. Negli anni scorsi era ancora più accentuato e c’era meno interesse a nasconderlo. Ma le proteste dell’opinione pubblica e delle associazioni femministe, già nel 2004 avevano spinto l’allora presidente George W. Bush a dichiarare la prostituzione illegale nel codice della legge marziale. Provvedimento adottato anche dal governo sudcoreano, che ha dichiarato illegale la prostituzione tout-court. Ma le due prese di posizione ‘ufficiali’ poco hanno potuto contro una pratica che nella Corea del Sud ha radici lontane. Dopo la schiavitù sessuale imposta dal Giappone a molte donne coreane nell’800, subito dopo la Seconda guerra mondiale l’arrivo in pianta stabile dei soldati americani diede nuova linfa al fenomeno.

MATRIMONI USA E GETTA
All’epoca, l’istituzione dei bordelli aveva l’obiettivo di evitare che i soldati americani rivolgessero le loro attenzioni alle donne sudcoreane che non fossero prostitute. Nel 1958, racconta David Vine, su 22 milioni di abitanti ben 300mila erano prostitute. Molte di queste si univano in matrimonio ai soldati americani, che le scaricavano non appena giungeva il momento di tornare in patria, a volte addirittura cedendole ai commilitoni appena arrivati.

SCHIAVE SESSUALI
Oggi, nei locali adibiti alla prostituzione, ufficialmente non si compra la prestazione sessuale, ma dei drink con prezzi che vanno dai 20 ai 100 dollari e che danno la possibilità al soldato di turno di trascorrere un lasso determinato di tempo in compagnia delle ragazze. Queste ultime, in genere, sono costrette a vivere quasi alla stregua di prigioniere, chiuse a chiave dentro l’appartamento in cui si consumano i rapporti sessuali e impossibilitate a uscire, se non una volta al mese e comunque sempre sotto stretto controllo. Se non fruttano al locale almeno 200 dollari a sera, vengono multate. Uscire dal giro è difficile, quasi impossibile. L’unica via d’uscita è, appunto, il matrimonio con uno statunitense. Ma, quando succede, quasi sempre finiscono per ritrovarsi abbandonate e con un bambino da crescere.

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Publicato in: Attualità Argomenti: , , , , , , Data: 03-11-2015 04:09 PM


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