Niente bambole per Alberto

Una coppia di genitori ha ritirato da scuola la propria figlia. il motivo? In classe si leggevano favole gender. Ma si trattava di un progetto per combattere le discriminazioni.

una_bambola_per_alberto«Crediamo nella parità dei diritti, ma non nella parità dei sessi». La dichiarazione, raccolta dal Corriere della Sera, viene da una mamma di Massa Carrara che, di comune accordo con il padre, ha ritirato da scuola la propria figlia. Il motivo? In classe si leggevano le famigerate «favole gender». Maschietti che desiderano una bambola? Principesse che per una volta diventano eroine e combattono i draghi? «Una porcheria», secondo la mamma della bambina.

FIABE CHE «CONFONDONO»
Tutto è cominciato a causa di un laboratorio sulle fiabe. Secondo i genitori della piccola, nessuno li aveva avvertiti che in classe si sarebbero lette favole e storie come Una bambola per Alberto e La principessa e il drago. Sono proprio questi i due titoli finiti nell’occhio del ciclone a causa di contenuti che, a dire dei due genitori, rischiano di confondere la sessualità della bambina. Una posizione appoggiata anche (poteva essere altrimenti?) dal vescovo monsignor Giovanni Santucci: «Credo che se un genitore abbia ritenuto opportuno un gesto del genere, allora sia giusto che l’abbia portato a termine».

la_principessa_e_il_dragoERA UN PROGETTO CONTRO I PREGIUDIZI
Decisamente amareggiata, invece, la dirigente del settore cultura e pari opportunità Marina Babboni, che aveva dato il via libera al progetto Liber* Tutt*. Rivolto agli studenti dai 5 ai 18 anni, avrebbe dovuto svilupparsi su diverse discipline come l’audiovisivo, la prosa, la danza, avendo come obiettivo, ovviamente, non quello di creare confusione sull’identità di genere, ma di educare al rispetto delle diversità e combattere l’omofobia alle radici. Ma contro la disinformazione che agita lo spauracchio del gender, la battaglia è lunga e difficile: gli oratori della zona hanno già indetto degli incontri con titoli espliciti come Le favole che fanno male ai vostri bambini, e sui social si sprecano i commenti che danno addosso a presunte lobby «omosessualiste». Un clima che piacerà ai promotori delle scuole parentali.

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Una risposta a “Niente bambole per Alberto”

  1. laura scrive:

    Sono un’insegnante di scuola primaria. Nella biblioteca della mia classe i bambini potevano trovare “La principessa e il drago” Mai e dico mai la presenza di questo libro ha destato problemi o creato disagi e preoccupazioni fra i genitori e vi parlo anche di un passato decisamente lontano. Che quei genitori avessero meno pregiudizi, fossero meno ipocriti e ottusi di certi genitori di adesso??? Non credo che questo libro possa mettere a repentaglio il “genere” di nessun bambino!!!

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