Sempre più europee nel mercato del lavoro

Secondo i dati Eurostat 2014 l'occupazione femminile cresce nonostante la crisi economica. Anche se ancora sottopagate rispetto ai colleghi, le donne non scelgono più la carriera casalinga.

ThinkstockPhotos-486793192Aumenta la presenza delle donne sul lavoro. I dati Eurostat 2014, pubblicati nell’ottobre del 2015, dimostrano che l’occupazione femminile nei Paesi dell’Unione Europea cresce, nonostante la crisi economica. Questo incremento si spiega con le riforme adottate in certi Stati, ma anche con il fatto che il gentil sesso, a differenza degli uomini, accetta più facilmente professioni part-time e che i settori più colpiti dalle difficoltà finanziarie sono quelli manifatturieri e edili, dove la presenza delle donne impiegate è inferiore.

POLITICHE OCCUPAZIONALI FEMMINILI
Nella relazione dell’Unione Europea si legge che le lavoratrici sono ancora sottopagate e sottostimate rispetto ai colleghi, hanno pensioni più bassi e lavori a orario ridotto, ma nonostante questo la loro presenza sul mercato aumenta. Dal 2004 al 2014 le impiegate sono cresciute dal 55.5% al 59.6%. Le donne inoltre occupano il 32.2% dei lavori part-time contro un 8.8% di uomini.  Ad aver beneficiato delle nuove politiche sono state soprattutto le impiegate dai 45 ai 65 anni, ma anche le under 40 hanno risentito positivamente dei cambiamenti in corso nei Paesi europei. Le giovani sotto i 25 anni invece ritardano l’ingresso nel mondo del lavoro perché preferiscono iscriversi all’università e non combinare studio e impiego. Proprio nel periodo tra la fine della formazione e l’ingresso occupazionale le ragazze tendono a restare incinta e a prendersi cura dei figli.

UNA REALTÀ DISOMOGENEA
Le donne continuano a considerare la carriera imprenditoriale come una seconda scelta e quindi se finiscono a fare il capo di un’azienda, lo fanno in realtà meno innovative. Più sono qualificate, più occupano posizioni di rilievo, ma è proprio in questo caso che si nota il gap salariale tra un uomo e una donna. Secondo i dati Eurostat il numero delle laureate è cresciuto, mentre è diminuito del 33% quello dei colleghi. Ciò nonostante le figure femminili vengono impiegate per lo più nelle professioni sanitarie, nell’istruzione e nella pubblica amministrazione, mentre sono rimangono sotto rappresentate nel mondo degli affari e della politica.

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Publicato in: Attualità, Top news Argomenti: , , , Data: 30-10-2015 10:51 AM


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