Golosi di arte

di Stefania Romani
Ecco 5 mete da non perdere all'insegna della tradizione dolciaria italiana.

Voglia di coccolarsi, magari assaggiando un dolce della tradizione? Ci sono proposte per tutti i gusti. Il torrone, la sbrisolona, i confetti della corte sabauda, i cantucci di Prato e il cioccolato napoletano sono solo alcune delle leccornie che hanno fatto la storia della cucina italiana. Quelle scelte da Letteradonna.it, però, sono il simbolo di città che offrono anche itinerari d’arte di segno diverso, ideali per passare un fine settimana speciale.

Festa_Torrone_G2-1134-corteo vertTORRONE AL SUONO DI STRADIVARI
La patria del torrone (su Twitter, @cremoncino), nato in onore del matrimonio celebrato nel 1441 fra Bianca Maria Visconti e Francesco Sforza, si raccoglie attorno al celebre Torrazzo, circondato da vicoli e palazzi in cotto rosso. A Cremona, per scoprire i segreti del composto a base di mandorle, zucchero e miele basta far tappa in una delle botteghe del centro, come il negozio Vergani, dove il fondatore dell’omonimo colosso esordì facendo il garzone. E dal 21 al 29 novembre, con la Festa del torrone, vanno in scena rievocazioni, spettacoli, assaggi. Nella cittadina lombarda si respira anche la storia musicale: nei laboratori che sanno di legno messo a stagionare, fra i profumi di oli, resine e colla i liutai lavorano con i gesti di un tempo. E il Museo del violino (@museodelviolino) fa rivivere questo patrimonio di competenze con diversi Stradivari e oltre settanta esemplari forgiati dai più abili maestri.

SbrisolonaALLA CORTE DEI GONZAGA
Ha sempre puntato sui sapori di una cucina ricca anche Mantova (su Twitter: @Terredimantova), appena eletta Capitale italiana della cultura 2016. Nella città dei Gonzaga, incorniciata dai laghi in cui crescono i fiori di loto, l’antico amore per i dolci sopravvive nella sbrisolona, la torta che, appunto, si sbriciola e non può essere tagliata a fette, perché fatta di burro, mandorle e farina, tutti presenti nella stessa quantità. Ma merita anche l’itinerario artistico: punto di partenza, piazza Sordello, che sembra una quinta scenica, e Palazzo Ducale (@PalazzoDucaleMN), all’interno del quale si trova la Camera degli Sposi dipinta in maniera illusionista da Andrea Mantegna. Altre tappe sono il Sant’Andrea di Leon Battista Alberti e il Teatro Bibiena, un gioiello settecentesco rivestito in legno.

bicerinCOME CAVOUR
La tradizione pasticcera di Torino affonda le radici nella presenza della corte reale, che sapeva coccolarsi e coccolare i suoi ospiti. Il circuito goloso muove da Al bicerin, locale che prende il nome dalla bevanda con caffè, cioccolato e panna di cui andava matto Cavour: nel quadrilatero antico della città, ha ancora l’aspetto della cioccolateria ottocentesca, con un interno tutto foderato in legno, nel quale si rifugiavano Giacomo Puccini e Guido Gozzano. Quindi, vale la pena fare una passeggiata alla volta della confetteria Stratta, che riforniva Casa Savoia per i ricevimenti al Ministero degli Esteri. E, in tema di re e regine, a due passi dalla città va vista la Venaria Reale (@LaVenariaReale), la splendida residenza sabauda riaperta qualche anno fa.

cantucciI TESORI DI PRATO
La più antica ricetta dei Cantucci è annotata in un manoscritto del Settecento: del biscotto di Prato, secco, con mandorle tostate e un impercettibile aroma di anice, oggi esistono circa cinquecento varianti. E ogni anno vengono sfornati 5mila quintali del dolce ideale da inzuppare nel Vin Santo. Quest’autunno, poi, c’è una novità: il biscotto speciale, con glassa bianca, creato in omaggio alla visita in Toscana di papa Francesco del 10 novembre prossimo. Un’altra vocazione di Prato è quella tessile, illustrata nel Museo del tessuto (@museodeltessuto) che, oltre a custodire una collezione di stoffe antiche e contemporanee di altissima qualità, propone la visita alla vecchia caldaia, ai materiali e ai processi che portano al prodotto finito, per mostrare il dietro le quinte di un settore legato alla moda.

napoli_cioccolatoLA DOLCE NAPOLI
Le atmosfere di Willy Wonka e la fabbrica del cioccolato? Si rivivono da Gay Odin (@GayOdin), a Napoli, dove gli artigiani lavorano a mano con maestria, passione e rispetto della tradizione, leccornie come i ‘rami’ di cioccolato al latte. In tema di gusto merita una tappa Leopoldo Infante, famoso per i taralli ‘nzogna e pepe che da settant’anni deliziano i napoletani. Ma la città negli ultimi anni vanta anche un circuito d’arte contemporanea di livello internazionale. A partire dalla Metro, le cui stazioni, collocate lungo la linea 1 e la 6, si sono trasformate in gallerie che accolgono oltre duecento opere di pittura, mosaico e scultura. E fino a dicembre si possono ammirare le installazioni di Carpi the island of art: la kermesse unisce idealmente in un museo sotto le stelle Napoli e l’isola, grazie a opere che regalano un nuovo volto a strade, angoli, piazze.

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Una risposta a “Golosi di arte”

  1. Giuseppe scrive:

    Non dimentichiamo la consolidata tradizione dì Caltanissetta, che vanta l’esistenza di torroni foci che fornivano la casa reale dei Savoia.

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