No alle unioni civili, sì al matrimonio

di Eloisa Covelli
Intervista a Rosario M., che ha sposato il suo compagno in Portogallo nel 2014. Le loro nozze erano state trascritte dal sindaco di Roma, Ignazio Marino, ma sono state annullate dal Consiglio di Stato.
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Da sinistra verso destra, Giovanni, Ignazio Marino e Rosario.

Il Consiglio di Stato ha bocciato la trascrizione delle nozze gay contratte all’estero. Una decisione che ha stupito Rosario M., 58 anni, che lo scorso anno ha sposato il suo compagno a Oporto, in Portogallo, dopo 30 anni di amore. Pensava che il peggio fosse passato. Dopo la trascrizione dell’atto dal sindaco di Roma, Ignazio Marino, pensava che finalmente fosse arrivato il momento di avere uguali diritti. Ma non è andata così.

DOMANDA: Rosario, se l’aspettava questa decisione del Consiglio di Stato?
RISPOSTA: Sinceramente no. Pensavo che il senso della persona fosse tenuto da conto da un’istituzione.
D: Uno dei giudici relatori della sentenza, Carlo Deodato, è stato accusato di avere pregiudizi, per via di alcuni suoi retweet antigender.
R: Non voglio entrare in questa polemica. Ho massimo rispetto per le istituzioni, anche se sono molto lontane dal Paese reale.
D: Ci spieghi meglio.
R: Io e il mio compagno siamo stati molto amati dai nostri familiari, dai nostri amici, dai figli dei nostri amici. E sul lavoro non ho mai avuto problemi. Persino in ospedale ci è stato consentito il diritto di visita. Non riesco a capire come le istituzioni possano essere così lontane dalla realtà.
D: Che cosa pensa della proposta di legge sulle unioni civili?
R: Sono per il matrimonio ugualitario. Non ci possono essere cittadini di serie B. Dicono che pagare la reversibilità della pensione alle coppie gay costi troppo alla Stato. Questa è una discriminazione nella discriminazione.
D: Avete mai pensato di adottare un bambino?
R: Io ho 58 anni. Il mio compagno Giovanni ne ha 61, siamo troppo in là con gli anni. Quando eravamo più giovani ci abbiamo pensato, ma le condizioni sociali erano diverse.
D: Che cosa pensa della stepchild adoption (l’adozione del figlio naturale del compagno, ndr)? Il Paese è pronto?
R: In altri Paesi europei già si fa. Non ci possono essere queste divergenze in un’Europa unita. Poi i figli sono di chi li cresce. Noi abbiamo visto crescere i nostri nipoti e i figli dei nostri amici. Alcuni di loro sono venuti al nostro matrimonio con uno striscione: «Dio vi stramantenga».

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Publicato in: Attualità Argomenti: , , , , , Data: 28-10-2015 05:14 PM


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