Anche le principesse soffrono di autismo

È il caso di Elsa, la protagonista di Frozen, prodotto dalla Disney. Glaciale, teme le emozioni, fatica a comunicare: secondo uno studio dell'università di Boston la sua figura è simbolo di rispetto per la diversità.

principessa ElsaPare che anche i personaggi dei cartoni animati possano essere complessi. E soffrire di disturbi come noi umani. Come l’autismo.
È il caso di Elsa, la principessa delle nevi protagonista del film di animazione Frozen, prodotto da Walt Disney.
Un personaggio glaciale, difficile da decifrare, vulnerabile. Fu la stessa regista di Frozen (film di animazione che nella sua categoria ha realizzato il maggior incasso nella storia del cinema), Jennifer Lee, a dichiarare che Elsa era «profondamente mossa dalla paura» e a raccontare su Twitter che il linguaggio del corpo della principessa e la sua affettazione erano «intenzionali per mostrare la sua ansia e depressione». A luglio 2013, la Disney diffuse le immagini dei personaggi principali del film insieme a una breve descrizione:  «Dall’esterno, Elsa appare posata, regale e riservata, ma in realtà, vive nella paura poiché combatte contro un enorme segreto – è nata con il potere di creare ghiaccio e neve. Un’abilità bellissima, ma anche pericolosa».

INCAPACE DI COMUNICARE
Ora l’esperta Helen Tager-Flusberg, responsabile del centro di ricerche sull’autismo della Boston University ha dato una sua spiegazione all’incapacità di comunicare della glaciale principessa che si rinchiude in un castello di ghiaccio: Elsa sarebbe un esempio di autismo femminile. I suoi poteri magici infatti- Elsa è nata con l’abilità di creare e controllare il ghiaccio e la neve – ricordano le bizzarre competenze caratteristiche di alcune persone con autismo. Una condizione poco conosciuta nel mondo femminile visto che i disturbi dello spettro autistico colpiscono in maggioranza maschi.

LA DISNEY VALORIZZA LA DIVERSITÀ
Con questa storia, spiega Tager-Flusberg, la Disney ha contribuito a promuovere il rispetto per la diversità: «Forse le tante bambine che hanno scelto per Halloween un costume da Elsa stanno imparando ad ammirare un’eroina con autismo», osserva la ricercatrice. «O semplicemente ad accettare con serenità che si può essere diversi».

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Publicato in: Attualità Argomenti: , , , Data: 26-10-2015 06:38 PM


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