Il cittadino europeo 2015 è una trans

Si chiamia Lydia Foy, è irlandese e per oltre vent'anni ha condotto una battaglia legale per vedersi legalmente riconosciuta dal governo la propria identità di genere.

imageIl 14 ottobre 2015 Lydia Foy è diventata la prima persona transgender a ricevere un riconoscimento dall’Unione Europea, il premio di ‘Cittadino europeo 2015‘, assegnatole per la sua lotta ventennale a favore dei diritti delle persone transessuali. E se il 15 luglio 2015, dopo anni, il governo irlandese ha promulgato il Legal Gender Recognition Act, che consente a tutti i cittadini sopra i 18 anni di vedere legalmente riconosciuta la propria identità di genere, il merito è anche di Lydia.

01_dce802a4-55a2-1_2478326aL’IRLANDA NON BASTA
Come riportato dall’Irish Times, Lydia Foy ha espresso, dopo aver ricevuto il premio, il desiderio di poter vivere, negli anni a venire, in una società più inclusiva che offra alle nuove generazioni la possibilità di esprimere sé stessi senza la paura di essere giudicati o discriminati. L’avvocato della donna, Michael Farrell, ha inoltre sottolineato come un riconoscimento di questo tipo da parte dell’Unione Europea sia più importante della legislazione di un singolo Stato. L’obiettivo è far sì che tutti gli Stati membri dell’Unione adottino delle legislazioni che garantiscano un livello minimo di rispetto dei diritti umani.

1.-2010-Lydia-FoyDA UOMO A DONNA
Nata, cresciuta ed educata come un maschio nel 1947, Lydia Foy avvertì fin dalla più tenera età la prevalenza del lato femminile della sua personalità. Nel 1977 sposò Anne Naughton, una donna da cui ebbe due figlie. Ma negli Anni 80 i disturbi psicologici, causati dalla disforia di genere che le venne poi diagnosticata, cominciarono a peggiorare, fino a diventare insostenibili nel 1989. A quel punto Lydia, che all’epoca si chiamava ancora Donal Mark, decise di intraprendere il processo di transizione da uomo a donna, sottoponendosi a una serie di cure ormonali e interventi chirurgici. Nel 1992 effettuò il cambio di sesso definitivo.

19274903725_7f029ca220_oVENT’ANNI DI BATTAGLIE
Nel frattempo, Lydia aveva divorziato dalla moglie, e nel 1994 si era vista negare la possibilità di vedere le proprie figlie. Inoltre, nonostante la patente di guida, il certificato elettorale e il passaporto indicassero il suo nuovo nome, a Lydia veniva ancora impedito di correggere il proprio sesso sul certificato di nascita. Nel 1997 Lydia decise di rivolgersi al tribunale, perché essere indicato come maschio, oltre a provocarle imbarazzo, le avrebbe impedito, tra le altre cose, di sposarsi con un uomo. La ex moglie e le due figlie si dichiararono contrarie alle richieste di Lydia, temendo di perdere i diritti connessi all’eredità. La sentenza del giudice diede torto a Lydia, ma al contempo consigliò caldamente al governo di affrontare il tema della transessualità e di dare vita a una legislazione adeguata. Il caso venne ripreso nel 2005, ma anche quella volta la legislazione irlandese si rivelò arretrata, specie alla luce della Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti umani. Da allora, Lydia ha dovuto aspettare dieci anni per vedere riconosciuti i suoi diritti. Ma, infine, ce l’ha fatta.

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