«Spero che Freeheld aiuti le unioni civili»

Alla Festa del Cinema di Roma, Ellen Page ha presentato il suo ultimo lavoro, la vera storia di una coppia omosessuale che ha combattuto negli Stati Uniti per il diritto di amare.

freeheld-700x430Mentre il parlamento discute sulle leggi civili, arriva alla Festa del Cinema di Roma un film che pare fatto apposta per smuovere le coscienze italiane. Freeheld, con Julianne Moore ed Ellen Page, racconta la storia vera di una poliziotta americana che negli ultimi mesi della sua vita, mentre sta morendo di cancro, decide di combattere la sua prima e ultima battaglia per i diritti omosessuali. Lasciare alla giovane compagna la propria casa, la propria pensione, i ricordi di una breve vita assieme.

DIRITTO DI ESSERE CHI SI VUOLE
«Spero che questa storia mostri con chiarezza l’impatto che la discriminazione può avere sulla vita di una persona». Alla presentazione romana di Freeheld, Ellen Page è orgogliosa di essere una delle due protagoniste del film di Peter Sollett. Per l’attrice che un anno fa ha commosso il mondo dello spettacolo e non con il suo coming out, interpretare Stacy Andree, la compagna della detective Laurel Hester, morta di cancro ai polmoni dopo 23 anni di servizio in polizia, è stato illuminante e liberatorio. «La mia relazione con questo film riguarda il mio privato, perché sono omosessuale e, quando vedi due esseri umani trattati come inferiori per via delle loro preferenze sessuali e poi senti dire che il loro amore non è valido, allora provi una sensazione veramente straziante». Per la star di Juno è naturale combattere e impegnarsi per creare una società più giusta e ottenere diritti uguali per tutti. In Italia, per cui Ellen Page spera che questa pellicola produca risultati importanti nella vita civile, e in America, dove ci sono ancora 32 Stati in cui si rischia il licenziamento se si fa parte di una comunità gay.

UNIONI CIVILI IN ITALIA
Il riconoscimento delle coppie di fatto e delle coppie omosessuali è da anni al centro del dibattito sociale e politico in Italia. Nell’autunno del 2015 il governo Renzi ha accelerato la discussione  in parlamento sulla legge delle unioni civili, ma sono ancora tanti i veti che spuntano da più parti. Non solo dalla Chiesa e dalla Cei, da sempre ostili all’equiparazione delle coppie sposate a quelle conviventi, per non parlare di quelle gay, non solo dalla destra, che vuole distinzioni nette tra le unioni civili e il matrimonio, ma anche da parte di alcuni esponenti del Partito Democratico per cui la tutela del minore viene prima dell’abbattimento delle discriminazioni tra coppie eterosessuali e omosessuali. Il referendum popolare pare essere la nuova via per decidere dei temi di bioetica e genitorialità, ma la strada è ancora lunga e il voto di coscienza lasciato ai parlamentari sul disegno di legge delle unioni civili non sembra presagire una risposta veloce e definitiva alle richieste di milioni di italiani.

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