Diritto di morire

Max Fanelli, malato di Sla, chiede di interrompere le cure. La legge sull'Eutanasia e il testamento biologico, depositata dall'Associazione Luca Coscioni, è ferma alla Camera da mesi.

227905_1019837056809_936_n-4Non sono bastati né la campagna social #iostoconmax, né l’appello della presidente della Camera Laura Boldrini e del presidente emerito Giorno Napolitano, né la lettera inviata ad aprile al nuovo capo dello Stato Sergio Mattarella. Per Max Fanelli, 55 anni, la possibilità di decidere se continuare o meno con il trattamento contro la Sla non è ancora stata ratificata per legge. Così ha deciso di scrivere di nuovo al mondo della politica per annunciare la fine delle cure.

EUTANASIA E TESTAMENTO BIOLOGICO
Max Fanelli questa ultima lettera l’ha scritta con gli occhi, l’unica parte del corpo che ancora può muovere, e con una macchina apposita con cui riesce a scrivere tre righe ogni due ore. Nonostante la richiesta dell’Associazione Luca Coscioni di inserire nel calendario legislativo un dibattito sulla legge relativa all’Eutanasia e al testamento biologico, nulla è stato fatto nel corso del 2015. La presidente della Camera Laura Boldrini ha chiesto a Max Fanelli di riprendere le cure, mentre il sottosegretario del governo Ilaria Borletti Buitoni, promotrice per il Partito Democratico dell’ inter-gruppo parlamentare sulla legge in questione,  auspica che il parlamento affronti presto la vicenda. «Si tratta della difesa del principio di autodeterminazione sulla propria vita: un principio che uno Stato laico deve difendere se vuole essere uno Stato veramente civile», ha commentato.

UNA LEGGE FERMA IN PARLAMENTO
La legge, proposta su iniziativa popolare e depositata alla Camera dall’Associazione Luca Coscioni, prevede la depenalizzazione dell’ eutanasia, se il paziente è maggiorenne, malato terminale e con un’aspettativa di vita molto ridotta. Solo in questi casi il medico non verrebbe più perseguito se acconsentisse alla richiesta del paziente di morire.  «Non pretendiamo che la nostra legge venga approvata, ha spiegato Marco Cappato, tesoriere dell’Associazione. Ma i politici almeno ascoltino l’opinione pubblica italiana sempre più favorevole all’eutanasia». Ovvero il 59% dei cittadini l’Eurispes, il 60% secondo uno studio dell’Economist.

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