«Pagata meno per non sembrare viziata»

Jennifer Lawrence ha scritto un post di protesta sul blog della collega Lena Dunham, raccontando come ha scoperto che il suo cachet per American Hustle fosse più esiguo rispetto a quello delle star maschili.

arrives at the 83rd Annual Academy Awards held at the Kodak Theatre on February 27, 2011 in Hollywood, California.La parità di genere, questa sconosciuta. Dopo Emma Watson, Meryl Streep, Claudia Gerini e Patricia Arquette, anche Jennifer Lawrence ha protestato contro il mondo del cinema. Il motivo? Le attrici guadagnano meno dei colleghi maschi. Non che Jennifer non lo sapesse già, ma il famoso leak della Sony, che ha visto le mail dei dirigenti e dei produttori pubblicate su Internet alla portata di tutti, le ha permesso di leggere, nero su bianco, quanto il fenomeno sia concreto.

LA PROTESTA ONLINE
«Quando i leak della Sony sono venuti fuori ho scoperto che venivo pagata meno di quei fortunati che hanno il c***o. Mentirei se non dicessi che uno degli elementi che mi ha spinta ad accettare il contratto di American Hustle senza lottare è stato il fatto di voler piacere», ha scritto Jennifer in un articolo sul gender gap per il blog Lenny di Lena Dunham. «Non volevo sembrare difficile o viziata. All’epoca mi era sembrata una buona idea, finché non ho visto su Internet gli stipendi e non ho realizzato che ogni uomo con cui stavo lavorando non si preoccupava affatto di essere difficile o viziato».

FORMA MENTIS?
Jennifer aveva scoperto che i protagonisti maschili del film di David O. Russell, nomi del calibro di Bradley Cooper, Christian Bale e Jeremy Renner, avevano trattato per ottenere ciò che ritenevano di meritarsi, mentre lei aveva appunto evitato le trattative. Vista la disparità di trattamento, Jennifer si chiede nel suo articolo se per caso le donne non abbiano fatta propria questa mentalità che le spinge ad accettare la discriminazione senza fiatare o quasi. Come se rivendicare i propri diritti fosse eccessivo. «Siamo socialmente condizionate a comportarci in questo modo? Siamo ammesse al voto da cosa? 90 anni? Mi sto seriamente chiedendo. Potrebbe esserci una persistente abitudine a espireme le nostre opinioni in un certo modo che non ‘offende’ o spaventa gli uomi?» ha scritto.

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