Il desiderio è tabù

di Giovanna Pavesi
La psichiatra Francesca Zurlini ci spiega perché regole, limiti e proibizioni sono importanti per la sfera sessuale. E perché rischiamo di non provare più alcun piacere.

ThinkstockPhotos-153778573Sesso e tabù: due mondi divisi da un confine sottile, ma quasi invisibile. Da una parte, il mondo del proibito, un elemento che ha da sempre spinto gli esseri umani a domandarsi quali fossero le regole e, spesso, quali fossero i modi di trasgredirle. Dall’altra, l’universo del piacere con tutte le sue sfaccettature, più o meno accettate dalla società, e che proprio dal superamento dei confini trae ulteriore linfa vitale. Quando questi due mondi collidono tra di loro, l’effetto può essere dirompente. E può dar luogo, a volte, a una morbosità eccessiva.

LE RADICI DEL PROIBITO
L’etimologia della parola tabù ha origini lontane: il primo a registrarne un significato preciso fu l’esploratore britannico James Cook, durante un viaggio a Tonga nel 1777. Il termine entrò ufficialmente nella lingua inglese come taboo o tabooed con un’accezione inequivocabile: l’assoluta proibizione. L’ambiguo ed enigmatico rapporto che lega l’uomo con il concetto di tabù ne ha da sempre condizionato le azioni. Anche nel sesso. Abbiamo parlato di questo tema con Francesca Zurlini, Medico Chirurgo Specialista in Psichiatria e Sessuologia, che ha cercato di chiarire l’attinenza che c’è tra l’idea di trasgressione e sessualità.

A CIASCUNO IL SUO
«Le definizioni attribuibili al concetto di tabù sono svariate», spiega la dr.ssa Zurlini, confermando come il termine faccia riferimento, in origine, alla dimensione della proibizione assoluta legata all’aspetto del sacro e, al contempo, a qualcosa di pericoloso e impuro. «Appare chiara una forte componente di paura, ovvero un timore di compromettersi e di contagiarsi moralmente». Una concezione che si applica, a maggior ragione ai «tabù sessuali socialmente imposti». Ovvero: «pedofilia, zooerastia, incesto, gerontofilia e necrofilia». Non bisogna però pensare che i tabù sociali e i tabù personali dei singoli coincidano. Anzi, possono «discostarsi notevolmente» gli uni dagli altri. Oggi, però, «viviamo in un momento storico in cui i tabù hanno perso identità e valore: la mercificazione del sesso è alla portata di tutti ed ogni divieto pare essere sdoganato, ogni perversione lecita ed ogni fantasia reale».

I PORNOBULIMICI
Di conseguenza anche la curiosità, motore di ogni rivoluzione umana, è venuta meno: «Il Web è una vetrina da cui poter attingere senza limiti e senza filtri: in queste circostanze il rischio è quello di ‘normalizzare‘ ogni tabù e di ‘banalizzare‘ la normalità». Come in un enorme ipermercato del sesso ogni perversione è alla portata di tutti: la bulimia del porno, a cui la società viene continuamente sottoposta, ha costituito un esercito di fruitori che, paradossalmente, più si avvicinano allo sgretolamento dei tabù più perdono ogni forma di desiderio. «Ciò che è rimasto della vita sessuale è tutto ciò che è commercializzabile e vendibile (prostituzione, pornografia, pubblicità ad alto contenuto erotico)», spiega la dr.ssa Zurlini. E gli effetti di questa sovraesposizione sessuale cominciano a notarsi. «Dal punto di vista clinico, negli ultimi 15-20 anni, la patologia emergente è la caduta del desiderio con una perdita dell’interesse per l’altro».

NESSUN DIVIETO, NESSUN PIACERE
«Certamente, stiamo simultaneamente osservando l’emergere di una serie di manifestazioni della vita sessuale anche sorprendenti, insolite, perverse, molto divulgate ma notevolmente ridotte dal punto di vista quantitativo», continua Zurlini, che paragona poi il desiderio a una sensazione di fame. Ma la sazietà di stimoli rende sempre più difficile desiderare, specie in «un momento storico in cui la trasgressione è divenuta regola». Di contro, «non siamo ancora riusciti ad individuare nuove strategie di seduzione che possano sostituire il divieto, fonte indiscutibile di grande tensione erotica e costante allusione al richiamo sessuale e al desiderio dell’altro».

ThinkstockPhotos-530004275LA VITA NON È UN FILM (HARD)
Sfiorando la tastiera di un computer, a chiunque è data la possibilità di accedere a un universo che ancora solletica certi istinti. La pornografia, silenziosamente, è entrata nelle stanze di tutti, a tutte le ore del giorno: «La caduta dei tabù e lo sdoganamento di molte perversioni stanno portando la sessualità umana verso il concetto di sesso come performance: ‘Devo fare sesso come gli altri mi dicono, come gli altri lo fanno o come il Web insegna‘». Un concetto che sta prendendo piede soprattutto tra i più giovani, dai quali «il rapporto sessuale è troppo spesso vissuto come un copione di un film hard da interpretare e non più come l’istintivo piacere di avvicinarsi all’altro per scoprirsi, arricchirsi e viversi spontaneamente». La dr.ssa Zurlini rivela che non sono pochi i casi clinici di pazienti annoiati dai loro ‘normali’ rapporti di coppia, e che «cercano in relazioni extraconiugali la possibilità di mettere in atto perversioni e fantasie considerate lecite solo se praticate con giovani amanti ‘figlie’ di Youporn, ma ancora vietate sotto il tetto coniugale».

LA LIBERTÀ FA MALE?
Il pensiero di una completa e totale libertà nei comportamenti sessuali si è diffuso proprio grazie all’attuale stagione culturale: «Nulla, o quasi, può essere stigmatizzato: si osservano i tabù come delle forme moralistiche che vogliono imprigionare la piena e completa libertà dell’individuo verso la sessualità. Mi chiedo se questa pretesa libertà abbia realmente effetti positivi sulla salute sessuale delle persone» continua Zurlini. Un timore rafforzato anche da una serie di studi: «la stessa ricerca antropologica non ha mai evidenziato la presenza di una società senza regole di controllo della sessualità, poiché essa è un aspetto importante nella vita dell’uomo ma anche fatalmente in grado di creare molta confusione. Il sesso è una potente via di comunicazione tra l’esterno e l’interno, tra il corporeo e il mentale, tra il mondo esterno e l’intimo più profondo della persona».

TABÙ SALVACI TU
Si torna, quindi, alla funzione regolatrice del tabù, garante dell’ordine sociale e freno a pulsioni potenzialmente distuttrici e disgregatrici. Ma, in riferimento all’aspetto sessuale del tabù, «la sua infrazione è un potente elemento erotico che la società in cui viviamo sta allontanando inesorabilmente». Senza regola non c’è trasgressione, e senza trasgressione «si perdono i correlati erotici legati al proibito che sono invece molto importanti per mantenere alto il desiderio sessuale», sostiene la Dottoressa Zurlini. La sfida che sta affrontando la sessuologia in questi ultimi anni consiste proprio nel comprendere il significato nuovo e profondo dei cambiamenti nel comportamento sessuale: «la sessualità è una potente forma di comunicazione interpersonale e intrapersonale; recuperarla significa viverla come un modo di relazionarsi in maniera piacevole con un’altra persona e non come un test, un momento di verifica della propria efficienza». E per quanto riguarda le pratiche parafiliche? «Sono prerogativa prevalentemente delle persone che ne hanno reale necessità, non una vuota ricerca dell’estremo per moda, per noia o per pressioni sociali».

DOVE VA IL SESSO OGGI?
Il sesso è sempre più pubblico e meno privato, «si è spostato negli anni dalle camere da letto ai cartelloni pubblicitari, dalle stanze private alla televisione», spiega ancora la dr.ssa Zurlini. Gli effetti non sono stati positivi, anzi, la salute sessuale delle persone ne ha risentito. Di buono non c’è proprio nulla, insomma? «Se è abbastanza risaputo che tensione, ansia e stress, problematiche affettive ed emotive possono avere delle gravi ricadute sulla vita sessuale, ancora troppo poco si capisce quanto invece una buona e sana vita sessuale possa avere ricadute positive sulla salute psichica delle persone e migliorare così la loro qualità della vita».

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Publicato in: Attualità Argomenti: , , , , , , , Data: 13-10-2015 07:35 PM


6 risposte a “Il desiderio è tabù”

  1. rosy83 scrive:

    “nessun divieto, nessun piacere” l’ho sempre pensato anche io anche se pensavo fosse una cosa solo mia…conforto nel leggere certe cose…ance se poi il calo del desiderio si fa fatica ad affrontare…

  2. Em scrive:

    Interessante la questione del desiderio legato alla proibizione. Ma spesso la proibizione ha anche fatto più danni che altro. Le proibizioni legate ad esempio alla nostra educazione cattolica. Se ci fosse più libertà e meno tabù oramai assurdi forse questa società starebbe meglio

  3. anna scrive:

    finalmente un articolo sulla sessualità serio, umano, non estremista. Non se ne poteva più di articoli (non parlo di questa rivista) che parlano di sexy toys vegani, di pratiche estreme. La sessualità è un’aspetto relazionale. Brava la giornalista e brava anche la dott.ssa; una posizione scomoda, controcorrente. Ma vi apprezzo. Brave

  4. Def scrive:

    Bah a me sembra un bel passo indietro, un ritorno al vecchio che avanza

  5. Annalisa scrive:

    E allora come fare ad affrontare la crisi del desiderio? Esistono delle soluzioni per superare la noia? Grazie per la risp anna

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