Uccisa dalla pertosse a 28 giorni

Tragedia a Bologna, dove una bimba di appena un mese è deceduta al Sant'Orsola. Torna l'allarme vaccini. Il primario di neonatologia: «Scegliere di non proteggere i propri figli è un abuso di libertà».

vaccini Tragedia tra le corse dell’ospedale Sant’Orsola di Bologna, dove una neonata di soli 28 giorni è morta dopo aver contratto la pertosse. La piccola era stata prima ricoverata in neonatologia, poi nel reparto malattie infettive: ma domenica 11 ottobre le sue condizioni sono precipitate e la bimba è deceduta.
Un caso che ha sconvolto non solo Bologna, ma tutta Italia. E che riapre il dibattito sull’importanza delle vaccinazioni. «Questa malattia era stata praticamente debellata grazie alle vaccinazioni», ha spiegato la direttrice di microbiologia del Sant’Orsola Maria Paola Landini. «Siamo tutti rimasti sconvolti. Ci tengo a ribadire il concetto: vaccinarsi non serve solo a proteggersi, è un atto di responsabilità sociale».

UN VACCINO NON OBBLIGATORIO
Il vaccino per la pertosse non rientra tra quelli ‘obbligatori’ in Italia, ma tra quelli raccomandati a partire dai due mesi di età, come il morbillo e la rosolia. Giacomo Faldella, primario di neonatologia con 38 anni di professione alle spalle, ha lanciato un appello: «Quello che la gente deve capire è che non esiste dubbio in rapporto al vantaggio tra un vaccino e una malattia: i rischi legati al vaccino sono mille volte inferiori. Scegliere di non vaccinare i propri figli è un abuso di libertà».

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Publicato in: Attualità, Top news Argomenti: , , , , , Data: 12-10-2015 04:08 PM


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