La Lombardia mette all'indice i libri gender

Dopo una mozione presentata dalla Lega Nord per bandire i volumi che trattano l'argomento, la Regione ha approvato la richiesta scatenando l'ira delle opposizioni.

Libri-da-leggere-da-bambiniIl Consiglio Regionale della Lombardia ha approvato una mozione della Lega Nord nella quale si chiedeva il ritiro, nelle scuole della Provincia e della Regione, di libri e materiali volti a promuovere la «
cosiddetta teoria del gender». Ovvero quella tesi, come spiega il capogruppo del Carroccio lombardo Massimiliano Romeo, «secondo cui non si nasce maschi o femmine per questioni genetiche, ma si diventa uomini o donne per ragioni di natura culturale e ambientale». Una tesi ritenuta senza senso da chi ha presentato la mozione.

LE MOTIVAZIONI
«Non si combatte la discriminazione insegnando ai bambini che non hanno una differenza sessuale o insegnando che il genere non c’entra nulla con la sessualità biologica e che possono scegliere liberamente tra dieci o più opportunità illustrate in un opuscolo patinato che si ritrovano sul banco», ha spiegato il consigliere di Fratelli d’Italia, Riccardo De Corato. A replicare alle argomentazioni di chi ha presentato la mozione ci ha pensato l’esponente del PD e Vicepresidente del Consiglio Regionale, Sara Valmaggi: «La teoria gender non esiste. Esistono studi di genere che sono tutt’altra cosa. Non c’è alcuna normativa approvata in Parlamento che introduce nella scuola questa fantomatica teoria, c’è solo la promozione della parità tra i generi, la lotta alla discriminazione e agli stereotipi». Analoga la posizione di altri gruppi consigliari che hanno parlato di «mozione ignorante» (Lucia Castellano, capogruppo regionale Patto Civico) e di «teoria inesistente, ma studio reale» (Movimento 5 Stelle).

NON SOLO IN LOMBARDIA
La linea presa dalla Lombardia, tuttavia, ha trovato proseliti pure in Veneto. Qui il consiglio regionale ha di recente approvato una mozione di Fratelli d’Italia che obbliga le scuole a «non introdurre ideologie pericolose per lo sviluppo degli studenti quali l’ideologia gender». Il sindaco di Venezia Luigi Brugnaro, subito dopo essere stato eletto, ha invece fatto ritirare dagli istituti 49 testi.

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Publicato in: Attualità Argomenti: , , , , Data: 07-10-2015 05:29 PM


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