L'utero in affitto è un reato universale?

Area Popolare ha presentato diversi emendamenti per rendere perseguibili chi attua questa pratica anche al di fuori dell'Italia. Intanto ProVita ha presentato un esposto alla Procura di Milano contro un medico e un'associazione americana.

Rosyurconsulting_maternità-surrogata_utero-in-affittoCentomila euro per poter avere un bambino con la pratica dell’utero in affitto. È questo il prezzo proposto da un medico e un’associazione statunitense a numerose coppie eterosessuali e omosessuali, ma anche a signle italiani. A denunciarlo è stata l’associazione ProVita, che ha presentato un esposto alla Procura di Milano.

PRATICA DISUMANA
Nella giornata di martedì 6 ottobre è stata indetta una conferenza stampa al Senato dove Francesca Poleggi, dell’Associazione ProVita, ha illustrare gli emendamenti contro l’utero in affitto proposti da Area Popolare nell’ambito del testo di legge sulle unioni civili. «Il fatto è assolutamente increscioso. Oltre al prezzo la pratica proposta a molte coppie italiane prevedeva l’aborto da parte della donna in affitto se il feto, attraverso esami medici, non avesse risposto ai canoni prestabiliti. Tra le altre opzioni c’era anche la possibilità di scegliere il sesso del nascituro, scartando dunque gli altri eventuali embrioni», ha spiegato la Poleggi. A causa dell’esposto presentato alla Procura di Milano contro il medico e la sedicente associazione, i membri di ProVita hanno anche ricevuto minacce di morte.

REATO UNIVERSALE
Tra gli emendamenti proposti da Area Popolare ci sarebbe l’intenzione di rendere la pratica dell’utero in affitto, già vietata in Italia, un reato universale: ovvero un atto perseguibile nello Stivale anche se commesso all’estero. Gli emendamenti sono stati proposti al testo di legge sulle unioni civili in esame presso la Commissione Giustizia del Senato. Del resto, come spiegano alcuni Senatori che hanno presentato la proposta, tale pratica è vietata dalla legge 40 sulla procreazione medicalmente assistita. Tale legge tuttavia non prevede sanzioni per i fruitori ma solo per chi commercializza e organizza tale maternità surrogata. «Una legge che deve essere riformata», confermano i Senatori Giovanardi, Sacconi, Roccella, Malan e Gasparri. L’emendamento presentato da Area Popolare prevede così la reclusione da 6 mesi a 4 anni o la multa fino a 2 milioni di euro per chi organizza, pubblicizza o utilizza la surrogazione di maternità. Prevista anche una multa fino a un milione di euro per chi commercializza gameti o embrioni. I Senatori hanno anche chiesto che venga riconosciuto il diritto alla conoscenza delle proprie origini e la tracciabilità a scopi medici per i nati attraverso la pratica dell’utero in affitto.

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Publicato in: Attualità, persone Argomenti: , , , , , , Data: 06-10-2015 05:04 PM


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