«Romantici si nasce»

di Paola Medori
A tu per tu con Luca Argentero, protagonista di Poli Opposti. «Per me è sempre stato naturale portare fiori a una donna o aprirle la portiera. Oggi, nell'era di WhatsApp, l'eleganza non va più di moda».

'E La Chiamano Estate' Premiere - The 7th Rome Film Festival«Gli opposti si attraggono, ma solo all’inizio. Per continuare a stare insieme la sfida sta nel trovare punti in comune». Lo sa bene Luca Argentero, protagonista della divertente commedia Poli opposti, opera prima di Max Croci nelle sale da giovedì 8 ottobre. Luca veste i panni di Stefano, un terapista di coppia un po’ imbranato, che si innamora di una ‘iena’, Claudia (Sarah Felberbaum), avvocatessa divorzista, separata, che non solo odia gli uomini ma incarna (almeno in apparenza) l’antitesi di Stefano. Luca – sposato dal 2009 con l’attrice Myriam Catania – ha raccontato a Letteradonna.it il suo personaggio, un moderno Cary Grant, garbato nei modi, nei costumi e nel modo di trattare una donna perché nell’era di WhatsApp, «il romanticismo o ti viene naturale o non ti viene».
65th Venice Film Festival: Guglielmo Biraghi Awards - PhotocallDOMANDA: Luca, cosa hai amato di più del tuo personaggio?
RISPOSTA: Stefano è un uomo elegante, non solo nei costumi e nei modi. Ricorda l’eroe romantico protagonista della commedia sofisticata americana di Howard Hanks e Billy Wilder. Oggi nel rapporto tra un uomo e una donna quel tipo di eleganza sta venendo meno. Siamo in un’era diversa, quella di WhatsApp. È come se non si sentisse più l’esigenza di approcciare una donna con garbo. Il film si rifà a quel modello tradizionale, ma in una versione contemporanea.
D: Credi anche tu che gli opposti si attraggano?
R: Gli opposti si possono attrarre all’inizio. Ed è normale che ci si possa innamorare facilmente di qualcosa che non conosciamo e che è distante da noi. Ma poi per continuare a stare insieme e avere una relazione la sfida sta nel trovare punti in comune. I due protagonisti sono poli opposti, ma solo in apparenza, perché poi scopriranno di avere tante cose in comune.
D: Perché andare a vedere Poli opposti?
R: Il regista Max Croci ha rispettato la tradizione della commedia romantica hollywoodiana e l’ha resa attuale. È una storia universale, una favola romantica in cui tutti si possono identificare. Lo spettatore si riconosce in questi due personaggi perché sono reali e si possono incontrare nella vita di tutti i giorni.
D: Come ti sei trovato a lavorare con Sarah Felberbaum?
R: Ci siamo sintonizzati molto bene, sono molto felice del risultato. Incarniamo una coppia credibile. Sul set ci siamo divertiti moltissimo a prenderci in giro. Le dispute tra noi sono state anche fisiche, perché l’astio che andava creato in scena tra i due personaggi, prima che cedano all’amore, era fatto di ceffoni veri che mi sono preso senza fiatare.

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D: Sei un romantico anche nella vita?
R: Non credo che il romanticismo si possa imparare. O ti viene naturale o non ti viene, a me è sempre venuto naturale aprire una portiera, invitare una donna a cena e portarle dei fiori. Forse perché si tende a riproporre quello che si è visto fare all’interno della propria famiglia. I miei genitori sono persone che si danno la mano o un bacio in macchina prima di partire per un viaggio anche solo di un’ora.
D: Come vivi il fatto di essere considerato un «sex symbol»?
R: Non mi sveglio al mattino sentendomi un sex symbol. Non sono neanche tanto vanitoso. Mi fa molto piacere essere definito tale, non lo nego, e forse è anche l’unico motivo perché mi fanno girare un certo genere di film: piaccio a un pubblico prevalentemente femminile. Amo interpretare l’eroe della commedia romantica. Un ruolo che mi fa sentire a mio agio e mi diverte.
D: Di recente sei stato in India. Cosa ti ha lasciato quel viaggio?
R: Mi sono fatto un regalo. In venti giorni non ho trovato la luce, semplicemente mi sono fermato a pensare un po’ di più rispetto a quando sono travolto dalla vita di tutti i giorni. É una pausa che consiglio a tutti. Trovate un attimo per voi stessi, per fare due conti. Magari uno riesce a farlo la domenica pomeriggio e altri hanno bisogno di un po’ più di tempo. Mi sembra una pratica sana.
D: I tuoi prossimi progetti lavorativi?
R: A Natale uscirà Vacanze di Natale ai Caraibi, un’esperienza divertitissima. Sono appena tornato dalla prima tranche di riprese. Per il prossimo anno, invece, ancora non lo so.
D: Con quale regista italiano ti piacerebbe lavorare?
R: Tutti quelli con cui non ho ancora lavorato fino adesso. In Italia ce ne sono ancora tantissimi da cui vorrei essere diretto. Non ho un idolo in particolare, ma se dovessi scegliere invece un regista straniero mi piacerebbe lavorare con Danny Boyle. Anche secredo  temo non succederà mai.
'The Lookout' Premiere - The 7th Rome Film FestivalD: Come vive le continue intromissioni nel tuo matrimonio da parte della stampa?
Ormai io e Myriam ci siamo abituati. Alla fine i giornali devono comunque scrivere di qualche cosa, ma sono anche gli ultimi a sapere le cose vere. Se fossi un uomo geloso, non potrei stare con lei.
D: Stai guardando il Grande Fratello 2015?
R: Purtroppo non l’ho ancora potuto vedere perché sono stato impegnato sul set di Natale ai Caraibi.
D: Torneresti a fare tivù dopo l’esperienza delle Iene?
R: La conduzione delle Iene è stata un’esperienza bellissima. Mi sono divertito un sacco, anche se la diretta è sempre una brutta bestia. Il gruppo di lavoro era eccezionale. Se mi venisse proposto un progetto interessante e divertente mi piacerebbe ritornare in televisione perché il bilancio è stato iper-positivo.
D: Sei testimonial dei Cinema Days, film in sala a soli 3 euro. Perchè questa scelta?
R: Sono testimonial di qualsiasi iniziativa serva per incentivare le persone ad andare al cinema e godere della sala. Puoi vederti il film al pc, ma perché privarsi di questa occasione sociale? Siamo sempre più iperconnessi e distanti allo stesso tempo. Il cinema è una buonissima opportunità per stare in mezzo agli altri.
D: Ora che fai l’attore, stai realizzando il tuo sogno di bambino?
R: Mi piace molto stare sul set e il clima che si crea. L’idea che tante persone lavorano insieme. Mi piace il lavoro di squadra. Mi ritengo un privilegiato perché faccio il mestiere che mi piace. Già è difficile trovare lavoro, poi trovarlo che ti piace è doppiamente un lusso.

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Publicato in: Attualità, persone, Protagonisti Argomenti: , , , , Data: 06-10-2015 01:38 PM


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