Fai la spogliarellista? Non doni il sangue

In un ospedale di Reggio Calabria è stato negato a una donna di 35 anni. Che sta valutando se ci sono elementi per sporgere denuncia.

donazione sangueAll’ospedale Morelli di Reggio Calabria i medici hanno rifiutato la donazione di sangue a una donna di 35 anni. Il motivo? Fa la spogliarellista. Come riporta il Corriere della Sera la denuncia è stata spedita in mail dall’associazione Agitalia: «Quando qualche giorno fa A.C., 35 anni, originaria di Brescia ma residente con il suo compagno a Reggio Calabria, si è recata all’ospedale Morelli di Reggio Calabria per effettuare una donazione di sangue, dopo che il suo compagno si era salvato circa tre mesi prima grazie proprio ad una trasfusione di sangue al Policlinico, si è sentita rispondere che non poteva effettuare alcuna donazione: tutta colpa di quella attività che durava da soli quattro mesi».

CONVIVE CON IL COMPAGNO
La 35enne risulta registrata a un canale, escort5stelle.it, per offrire prestazioni come spogliarellista. Come scritto nell’annuncio, però, in cui la ragazza ha postato misure, foto e profilo, non è prevista nessuna prestazione sessuale ma solo delle esibizioni durante addii al celibato e feste simili. La donna – che  ha spiegato di vivere con il suo compagno, l’unico con cui ha rapporti sessuali – voleva effettuare la donazione perchè il suo compagno, proprio qualche mese prima si era salvato grazie ad una donazione. Ma avrebbe ricevuto un netto rifiuto a causa della sua professione. Dopo il divieto dell’ospedale la donna si è recata nella sede di Agitalia «per valutare se sussistono gli estremi per un’azione legale contro il comportamento dei dipendenti dell’ospedale a suo dire altamente discriminatorio». L’associazione sta valutando tutti gli aspetti della vicenda.

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Una risposta a “Fai la spogliarellista? Non doni il sangue”

  1. Nino scrive:

    Il Corriere della Sera ha evidentemente censurato il mio commento: spero di incontrare qui più onestà intellettuale.
    Sono donatore ADSPEM (FIDAS), proprio presso il CT dell’ospedale “incriminato”, da 22 anni e non ho MAI dovuto dichiarare la mia professione. Invece, ad ogni donazione, bisogna compilare un ricco questionario, che tratta le eventuali patologie, i medicinali, i comportamenti a rischio, i soggiorni all’estero (con precisi riferimenti a luoghi e periodi…)… Inoltre, prima di ogni donazione si è sottoposti ad analisi.
    Evidentemente, quindi, la donazione non è stata rifiutata per la professione svolta, ma per motivazioni ben più valide. Ma certo, pensare a Reggio Calabria ed associarla ad episodi di intolleranza e razzismo evidentemente fa notizia (dimenticando forse che si tratta di una città in prima linea nell’accoglienza dei rifugiati, solo per fare un esempio)… Consiglierei di valutare bene le informazioni prima di lanciare il tam tam.
    Cordialmente.

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