«Sarkozy, ti distruggo»

di Matteo Mazzuca
Dopo aver affermato che la Francia è un Paese di razza bianca, Nadine Morano è stata condannata dai suoi compagni di partito, compreso l'ex Presidente. Ma lei non demorde e lancia la sfida per le Presidenziali del 2017.

RUSSIA-FRANCE-POLITICS-RACISM«La Francia è un Paese giudaico-cristiano, lo diceva anche il generale De Gaulle, di razza bianca, che poi accoglie degli stranieri. Ho voglia che la Francia resti la Francia. Non ho voglia che diventi musulmana». L’ha detto Nadine Morano, esponente dell’Unione per un Movimento Popolare (lo stesso partito di Sarkozy, per intenderci), nel corso della trasmissione televisiva On n’est pas couché. L’affermazione non è passata sotto silenzio, visto il ruolo politico di primo piano rivestito dall’ex segretario di Stato per la famiglia. La condanna, però, stavolta non è arrivata solo dalle opposizioni, ma anche dai membri della stessa UMP, che si sono dissociati dalla dichiarazione. Dopo quattro giorni di polemiche, è arrivata infine anche la presa di posizione di Nicolas Sarkozy, di cui, almeno fino a oggi, Nadine era una fedele alleata: «Ti sei spinta troppo oltre», le avrebbe detto l’ex Presidente francese.

NESSUNA MARCIA INDIETRO
Ma il rimprovero non è stato solo verbale. Nadine Morano si è vista revocata la candidatura da capolista alle elezioni che si terranno a dicembre nel dipartimento di Meurthe-et-Moselle. Secondo quanto riportato da la Stampa, Sarkozy vedrebbe nell’infelice uscita di Morano non tanto l’espressione di un credo politico ben ragionato, quanto piuttosto un intento meramente propagandistico. Nonostante la condanna pressoché unanime della sua parte politica, Nadine non ha comunque voluto correggere il tiro. Da Mosca ha voluto ribadire il suo messaggio: «La Francia è un Paese di bianchi dove vivono alcuni neri così come il Congo è un Paese di neri dove vivono alcuni bianchi». Per poi lanciare il guanto di sfida proprio a Sarkozy in vista delle primarie per le Presidenziali del 2017: «Lo distruggo».

SARKOZY, DA AMICO A NEMICO
La carriera politica di Nadine Morano, classe 1956, iniziò all’incirca verso la metà degli Anni 80 nelle file giovanili del Raggruppamento per la Repubblica, partito di destra di ispirazione gollista. Durante gli incontri del partito fece la conoscenza di Sarkozy. I due rafforzarono la reciproca intesa politica dopo le elezioni Presidenziali del 1995, che videro la scissione delle forze di destra. Nel 2002 divennne segretario nazionale della UMP, e da quel momento ha cominciato a inanellare una serie di nomine e successi elettorali: nel corso degli ultimi quindici anni è stata eletta deputata, nominata Ministro del Lavoro e segretario di Stato. Un’ascesa che è andata di pari passo con una serie di dichiarazioni controverse.

LA REGINA DELLE CONTROVERSIE
Nadine Morano non ha mai dimostrato particolare tolleranza nei confronti delle minoranze. Nel 2008 criticò i gay pride definendoli come dei «festival dell’esibizionismo pieni di tizi che indossano giarrettiere». Nel 2009 invitò invece i giovani musulmani delle banlieu, le periferie, a smetterla di parlare adottando un particolare slang, il verlan, e cominciare invece a vestirsi evitando di indossare cappellini al contrario o pantaloni troppo larghi. ‘Consigli’ che in molti hanno considerato come razzisti. Non è trascurabile nemmeno la dichiarazione in cui la Morano, nel 2012, dichiarò che l’UMP condivideva molti valori importanti con il Front National di Marine Le Pen. Ma se quest’ultima, allora, rigettò le lodi di Morano perché simbolo del sarkozismo, il padre Jean-Marie Le Pen, dopo l’ultima uscita sulla Francia come Paese di razza bianca, ha pubblicamente difeso Nadine: «Povera Morano! Finita alla pubblica gogna per aver soltanto ricordato un’evidenza storica multisecolare».

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