Cinquant'anni di Laura Biagiotti

Per festeggiare il traguardo la stilista ha presentato una collezione ispirata al simbolo della sensualità: l'orchidea. E in passerella è tornato anche l'iconico abito «bambola».

LBiagiotti_024_20150927191253Per festeggiare il prestigioso traguardo, mezzo secolo di creatività made in Italy, Laura Biagiotti ha scelto un fiore-icona della bellezza femminile. L’orchidea, simbolo della sensualità, è la protagonista della sfilata alla Milano Fashion Week in un elegante dialogo tra abiti e natura, fantasie floreali e trasparenze, volumi fluidi che rendono omaggio ai pezzi storici della stilista romana.

TORNA L’ABITO «BAMBOLA»
Sono passati 50 anni da quando sono uscite dal laboratorio di Roma le prime creazioni firmate Laura Biagiotti, ma l’eleganza e la creatività della stilista non sono venute meno con il passare del tempo. La collezione primavera/estate 2016 trae ispirazione dagli acquerelli della Royal Horticultural Society, nota istituzione botanica britannica. Tutta la palette cromatica ha scelto il fiore dell’orchidea come elemento di riferimento, dal bianco puro ai raffinati pastelli. La sfilata è stata romantica con abiti fluttuanti che si annodano con fiocchi intorno al collo e con morbide maniche con volants al polso, pizzi e ruches. In passerella è tornato anche l’abito «bambola» creato negli Anni ’70 da Laura Biagiotti come inno alla libertà della silhoutte femminile. Alla Milano Fashion Week si è arricchito di di strass, pizzo e tulle, lasciando intravedere sensuali trasparenze.

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«ESTRARRE L’ETERNO DALL’EFFIMERO»
La maglieria, icona della maison, presenta ricami decorati a tema naturale con fiori e stilemi realizzati con passamanerie intarsiate nello chiffon e nel lino. Il catwalk si chiude poi con la rivisitazione di un motivo iconico per la griffe. «Concludo la sfilata con l‘Herbarium di Laura, la rivisitazione di una celebre stampa lanciata nel 1979», ha spiegato la stilista romana. «Abiti di lino dai volumi enfatizzati e con profili in pizzo evocano la mia inesausta ricerca estetica declinata in 50 anni di carriera e seguono una riflessione di Baudelaire che va oltre le stagioni. Perché in fondo», ha aggiunto Laura Biagiotti, «l’ossimoro della moda, come quello della natura, è estrarre l’eterno dall’effimero».

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