Marras eccentrico contro la banalità

La sfilata dello stilista sardo è un trionfo di contrasti, sovrapposizioni ardite e tessuti inaspettati. Perché «chi fa moda non può essere avulso da quello che accade».

FASHION-ITALY-WOMEN-MARRASUna collezione impegnata e attenta alla realtà. Alla Milano Fashion Week Antonio Marras si è lasciato ispirare dai popoli in fuga, dalle famiglie costrette a lasciare la propria terra d’origine e a rifarsi una vita in un paese straniero. «Chi fa moda non può essere avulso da quello che ci circonda», ha commentato lo stilista sardo a conclusione di una delle sfilate più complesse della settimana della moda milanese.

«CONTRO LA BANALITÀ OCCORRE L’ECCENTRICITÀ»
Per la collezione primavera/estate 2016 Antonio Marras ha pensato «al popolo armeno, sparso nel mondo lontano dalla terra d’origine. A Parigi nel 2007 sono incappato in una mostra di Sergej Iosifovic Paradzanov. È stato amore a prima vista», ha spiegato il fashion designer italiano. «Come non rimanere travolto da un fiume in piena di immagini, colori variegati, storie antiche, personaggi estremi e combinazioni visionarie? Così questa collezione è un viaggio alla scoperta di altre culture in cui confondersi rimanendo legati alla propria terra». Antonio Marras ha cercato così di tradurre queste ispirazioni in abiti stupefacenti. La nuova collezione, dedicata al regista armeno, è l’affermazione dell’ornamento che diventa elemento comunicativo e simbolico con stratificazioni, incrostazioni, sovrapposizioni di tessuti, pizzi, ricami, cuciture. Gli accostamenti che ne conseguono sono inconsueti, arditi, quasi impazziti. I colori ossidati, il bronzo, l’ottone, l’avorio, il piombo e l’oro, sono interrotti dal bianco sfavillante, dal turchese, dal porpora e dalla giada. I tessuti sono molteplici e affiancati per contrasto. Gli abiti sono lunghi e sensuali, mentre le camicie sono decorate e severe. «Contro il luogo comune, la banalità e l’uniformità occorre l’eccesso, l’eccentricità», ha concluso lo stilista sardo.

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