Grand Tour alla Milano Fashion Week

di Enrico Matzeu
La sfilata di Dolce e Gabbana è a metà tra l'Intervallo televisivo dei tempi andati e il Viaggio in Italia di goethiana memoria. Ma durante il weekend hanno sfilato, tra gli altri, anche Missoni e Versace.

Con la fashion week entrata ormai nel vivo, il weekend di Milano è stato tutto all’insegna della moda. Tra venerdì 25 e domenica 27 settembre insieme ai marchi più famosi del Made in Italy hanno sfilato molti brand emergenti e ci sono stati diversi debutti. Venerdì, infatti, si è svolta la prima sfilata di Arthur Arbesser alla guida creativa di Iceberg. Lo stilista italo-viennese ha cercato di rinnovare lo storico brand con una collezione asciutta, geometrica e concettuale.

Anche Versace ha provato a reinventarsi, abbandonando lo stile sexy a tutti i costi e ridefinendo forme e colori. C’è l’animalier, ma è rivisitato in modo soft. Abiti e pantaloni sono morbidi; predominano i giochi di patchwork, con fantasie e texture diverse.

Altro debutto è stato quello di Peter Dundas da Roberto Cavalli. Lo stilista, ex designer di Emilio Pucci, ha proposto una donna disinvolta e decisa, con una proposta che fonde generi, colori e tessuti.

Da Dolce&Gabbana è l’Italia la fonte principale d’ispirazione, con abiti stampati che ritraggono come delle cartoline i principali monumenti del Bel Paese. Intanto, le modelle in passerella si scattano un selfie dopo l’altro.

Coloratissima e decisamente pop la collezione di DSquared2, che punta sulle tinte fluo per abiti che uniscono la sportività al glamour, abbinando tessuti tecnici alla pelliccia.

Da Missoni sono protagonisti, come sempre, le righe e i colori, stavolta su body sportivi o lunghi vestiti tubolari.

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