«Il Condor esiste ancora»

di Eloisa Covelli
Parla Silvia Bellizzi Bellizzi, sorella di un desaparecido uruguayano, chiamata a testimoniare 40 anni dopo la sua scomparsa: «Non abbiamo più avuto sue notizie da quel 19 aprile 1977».

desaparecidos1Maria e Silvia sono la madre e la sorella di un desaparecido, Andrés Humberto Bellizzi Bellizzi. Maria ha 91 anni, Silvia 58.
Dopo 38 anni dalla scomparsa di Andrés, un giovane militante del Roe (movimento studentesco uruguayano) finalmente una procura le ha chiamate a testimoniare. Quella di Roma, che nel 1999 ha aperto l’inchiesta sui desaparecidos di origine italiana, 23 persone scomparse negli Anni ’70 in Sudamerica, vittime del piano Condor, l’operazione segreta volta a annientare i dissidenti delle dittature dell’America Latina. Per quasi 40 anni hanno cercato di far luce su quella vicenda, ma senza esiti. «Sappiamo solo che Andrés è scomparso il 19 aprile 1977 da Buenos Aires, dove viveva da qualche anno», ci dice Silvia. «Ma non abbiamo nessun documento che attesti né la sua morte né l’arresto nel 1977».

desaparecidos2DOMANDA: Silvia, cosa si prova a dover testimoniare a un processo per la morte del fratello dopo quasi 40 anni?
RISPOSTA: Siamo grati all’Italia per aver aperto l’inchiesta, ma ci aspettavamo qualche indagine in più. Capisco che non è facile e che molto dipende dall’Uruguay, che ha tutti i documenti e dovrebbe renderli pubblici. Pensi che solo due mesi fa abbiamo avuto il documento dell’arresto di mio fratello del 1974, durante una manifestazione in Argentina contro la dittatura uruguayana. È l’unico documento che abbiamo.
D: Quindi nonostante i vostri sforzi, non avete mai saputo cos’è successo ad Andrés Humberto dopo il 19 aprile 1977?
R: No, sappiamo solo che il giorno dopo la sua casa è stata perquisita e che all’esterno c’era una Ford Falcon verde scuro (l’auto simbolo dei rapimenti di Stato di quegli anni, ndr). Non sappiamo altro.
D: Cosa aveva fatto per diventare un dissidente così temuto?
R: Niente di particolare. Era un militante di basso livello, non era un capo. A 14 anni si era avvicinato al Roe, scriveva nel giornale della scuola, un testo scritto a mano di una sola copia che veniva fatto girare per tutto l’istituto (vedi foto), partecipava a manifestazioni, assemblee sindacali. L’unica volta che fu arrestato è stato il 2 giugno 1974 per la manifestazione a Buenos Aires contro la dittatura dell’Uruguay. Tutti e 101 i ragazzi fermati quel giorno poi sono diventati desaparecidos. Mio fratello fino a quel giorno era incensurato.
D: Martin Almada, che ha scoperto nel 1992 gli «archivi del terrore», 7 mila pagine di documenti sui desaparecidos, ha testimoniato in aula. E ha detto che il piano Condor, al cui capo ci sarebbero gli Stati Uniti, esiste ancora.
R: Sì, ha parlato della conferenza degli eserciti americani, che si riunisce ogni due anni a novembre, e qui viene fatta la lista dei dissidenti dell’America Latina. La cosa non mi stupisce. Tutti noi familiari delle vittime sappiamo che le cose funzionano ancora così. Semplicemente il Condor ha spostato le sue mire. Oggi magari sono attenzionati i paesi come Messico, Ecuador, El Salvador.

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Publicato in: Attualità Argomenti: , , Data: 25-09-2015 06:58 PM


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