Il Marocco vieta il bunga bunga al cinema

Much Loved è il film scandalo di Nabil Ayouch che ha come protagoniste quattro escort proibito nelle sale: «Offende le donne e l'immagine del Paese». Minacce alle attrici e al regista, costretto alla scorta.

much lovedIl ‘bunga bunga‘? Non è solo un fenomeno italiano. Tocca anche il Maghreb, e non solo.
È il caso di Much Loved di Nabil Ayouch, film scandalo vietato dalle autorità marocchine, già a Cannes alla Quinzaine e a Toronto, in sala in Italia dall’8 ottobre con Cinema di Valerio De Paolis. Di scena quattro escort solidali l’un l’altra, mentre lottano per sopravvivere nei mercati della carne di Marrakech. E questo tra festini con clienti sauditi (i più ricchi e ricercati) ed europei con voglia di sesso.

LE STORIE DI SESSO DI QUATTRO DONNE
Al suo sesto lungometraggio, il regista racconta con onestà e realtà l’amore in vendita di queste quattro donne che lavorano tra sontuose feste orgiastiche e i locali notturni di Marrakech. Ovviamente non solo sesso per loro, una cosa che fanno non senza ironia, ma vera e propria vita da condividere con una saggezza antica di chi, alla fine, sceglie di guadagnare bene. E sceglie poi di farlo anche per portare soldi alle proprie famiglie che le vedono come reiette, persone di cui vergognarsi. Di scena Noha (Loubna Abidar), Randa (Asmaa Lazrak), Soukaina (Halima Karaouane), e Hlima (Sara Elmhamdi Elalaoui), quattro donne per niente stupide che guardano solo al denaro da spillare, capaci di ogni finzione per far credere di desiderare quello che in realtà non desiderano affatto.

NABIL AYOUCH SOTTO SCORTA
È insomma la solita commedia della prostituzione dove gli uomini (che pagano) non escono affatto bene. Le autorità marocchine che hanno vietato Much Loved, ritengono che il film offenda gravemente i valori morali e la donna marocchina oltre che l’immagine del Paese. Di fatto questa levata di scudi da parte delle autorità ha fatto sì che oggi Nabil Ayouch viva sotto scorta e anche gli stessi attori hanno subito minacce. Pensato dal regista come ‘ode alla condizione femminile’, il film è stato vietato dal ministro della Comunicazione, islamista, che lo ha censurato preventivamente, sulla base di spezzoni di film postati in Rete.

MINACCE DI MORTE ANCHE ALLE ATTRICI
Ma quel che è peggio è che, senza mai essere stato proiettato nei confini marocchini, il lungometraggio ha suscitato un’onda di indignazione con tanto di minacce di morte per regista e attrici. E non si capisce se a indignare sia stata la fotografia della vita di queste ragazze, quattro tra le centinaia di quelle che lavorano nella città ocra, o, piuttosto, l’ipocrisia congelata negli sguardi di parenti e amici che nel film, come nella realtà, sono pronti a chiudere gli occhi di fronte ai guadagni facili di figlie e sorelle. In più, ha aggiunto il regista, «nella società patriarcale araba le prostitute hanno un potere e una libertà che le donne di solito non hanno».

IL REGISTA DAI TEMI SCANDALOSI
Nabil Ayouch non è nuovo alle polemiche. Al suo settimo lungometraggio, ha già trattato temi come droga e corruzione, terrorismo islamico e bambini di strada. Ma è la prima volta che un suo film, pure apprezzato oltre i confini del regno, viene vietato nelle sale marocchine.

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