A New York Moncler sfila con una mostra

Alla Fashion Week l'iconico piumino diventa il protagonista di Art for Love, il progetto fotografico che mira a raccogliere fondi per la lotta contro l'AIDS. 32 gli artisti coinvolti.

Remo Ruffini, Moncler Chairman And Kevin Robert Frost, amFAR CEO Host Private Viewing And Dinner For Art For Love: 32 Photographers Interpret The Iconic Moncler Maya JacketUna mostra, un piumino e trentadue tra i migliori fotografi al mondo. Ecco come Moncler ha deciso di partecipare alla New York Fashion Week 2015. Invece di sfilare sulle passerelle, la famosa casa di moda ha inaugurato uno spazio espositivo dentro la New York Public Library dedicato alla forza e alla bellezza dell’amore in tutte le sue forme. Gli scatti di Art for Love presentano un unico soggetto, interpretato secondo la sensibilità dei fotografi coinvolti nel progetto: l’iconico piumino duvet Maya, simbolo di Moncler dagli Anni ’50.

UNA MOSTRA PER amfAR
Art for Love è un’iniziativa di Moncler nata per sostenere amfAR, l’organizzazione internazionale no-profit impegnata nella ricerca di una cura contro l’AIDS. Remo Ruffini, presidente Moncler, si è definito «molto orgoglioso di essere di nuovo insieme ad amfAR e di poter contribuire alla raccolta fondi per il progetto Countdown to a Cure, la cui finalità è di trovare una cura per l’AIDS entro il 2020». Il progetto espositivo, curato da Fabien Baron, ha coinvolto 32 fotografi di fama mondiale nel tentativo di rendere tra suggestioni pop e humour surreale la bellezza del legame sentimentale. Il tutto con il piumino Moncler come protagonista. «Se qualcuno volesse capire come stanno lavorando i più grandi fotografi del momento», ha commentato il curatore della mostra,«dovrebbe solo guardare queste trentadue immagini che in modo molto diverso interpretano con grande libertà il duvet Moncler». Tra i grandi nomi della fotografia chiamati per sostenere amfAR, cui andrà il ricavato dalla vendita all’asta delle immagini, ci sono David Bailey, Patrick Demarchelier, Annie Leibovitz e Peter Lindbergh.

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