Scatti d'umanità

di Caterina Belloni
Sono stati annunciati i vincitori del World.Report Award. Premiati due italiani, che si sono dedicati al racconto dei migranti e di un rumeno scomparso, e la russa Elena Anosova.
L’intimo dell’uniforme ha una sola taglia. © Elena Anosova

L’intimo dell’uniforme ha una sola taglia. © Elena Anosova

Immaginate tanti volti di donne. Da sole o in coppia. La testa abbandonata su un cuscino, senza più speranze, ad esempio. O due profili confusi dentro un abbraccio, con uno sguardo un po’ obliquo e perso nel vuoto. Donne immobili, che con il solo aspetto raccontano il loro mondo. Emerge un’angoscia profonda e cupa dai ritratti delle protagoniste di Section, il reportage di Elena Anosova che ha vinto la sezione Spot Light Award del quinto World.Report Award, il premio internazionale di fotogiornalismo che ha come sottotitolo ‘Documentare l’umanità’.

SGUARDO SIBERIANO
Tra i tre finalisti, selezionati da una rosa di oltre 600 candidati provenienti da 51 paesi, un ruolo chiave spetta alle donne, davanti o dietro l’obiettivo, proprio come Elena. Originaria della regione del Bikal, in Russia, questa giovane autrice ha 32 anni. Ha cominciato a scattare fotografie dopo il diploma in tecnologia alla scuola di fotografia e arti multimediali di Irkutsk, città siberiana a cinquemila chilometri da Mosca. Dal 2013 si è trasferita nella grande città, dove segue la Rodchenko Moscow School of Photography nel settore documentaristico e ha già collezionato riconoscimenti in patria per il suo approccio alla realtà, sempre originale e concentrato sulla persona e le sue emozioni.

PERSE DIETRO LE SBARRE
Il progetto che l’ha portata tra i vincitori ha messo a fuoco il dolore delle donne condannate a scontare pene di diversa lunghezza nelle prigioni siberiane. E, a dispetto della latitudine e della circostanza, il tema è stato affrontato con grande calore. Le donne vengono ritratte in primo piano, senza raccontare la vita quotidiana della prigione. Lo sfondo è neutro, difficile notare che si trovano in una cella. Gli occhi sono persi nel vuoto, alla ricerca di un senso che non si vede più, e testimoniano, da una parte, l’isolamento in un luogo che non dà prospettiva, dall’altra, l’assenza di riservatezza. Perché in carcere, dove lo spazio è ridotto e controllato, non si può mai restare soli.

Deserto del Sahara, frontiera libico-egiziana, 18 maggio 2014. © Giulio Piscitelli/Contrasto

Deserto del Sahara, frontiera libico-egiziana, 18 maggio 2014. © Giulio Piscitelli/Contrasto

DISPERATA ODISSEA
Un bello scatto è tale se cattura una storia in un istante. E se è in grado di riproporcela per sempre, nella sua pienezza, senza filtri di giudizio, valutazioni, sovrastrutture. Come accade nelle foto degli altri due autori che hanno ricevuto il premio. Il vincitore assoluto è Giulio Piscitelli, fotoreporter napoletano, che ha firmato il progetto From There to Here. Immigration in the time of Fortress Europe, un lavoro cominciato nel 2010, seguendo la scia dei flussi dei popoli in fuga dall’Africa verso l’Europa. Nel suo reportage, precedente alla crisi europea dei migranti, le immagini dei barconi stracolmi di profughi, o di uomini, bambini e donne in fuga sulle dune del deserto, tratteggiano il quadro di un esodo che a volte diventa un’odissea, perché la meta non si può raggiungere. Alcuni scatti sono struggenti. Nei tratti di un volto o nella posizione di un donna, il dolore diventa reale e impossibile da negare.

La foto di Ludovicu, l’uomo scomparso. Accanto le attrezzature utilizzate per la ricerca. © Mariano Silletti

La foto di Ludovicu, l’uomo scomparso. Accanto le attrezzature utilizzate
per la ricerca. © Mariano Silletti

LODOVICU
Il terzo premio, lo Short Story Award, è andato a Mariano Silletti, carabiniere con la passione della fotografia, che ha raccontato con i suoi scatti un caso di cui si è occupato: la scomparsa nella campagna di Matera di un 57enne rumeno affetto da Alzheimer (Ludovicu il suo nome, che è poi il titolo del progetto). I premi sono stati assegnati da una giuria di photoeditor e fotografi di grande esperienza. La consegna del riconoscimento e l’esposizione delle immagini sono previste durante il Festival della fotografia etica in programma a Lodi dal 10 al 25 ottobre, quando gli autori, compresa Elena Anosova, racconteranno in prima persona il senso delle loro immagini, illustrandole una ad una.

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Publicato in: Attualità Argomenti: , , , , , , , , Data: 14-09-2015 05:40 PM


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