La scalata di Carlotta

Nel 2011 la De Franceschi si lamentava del sistema Italia, ma da allora è riuscita a inserirsi nei circuiti che contano. Perso un ruolo da consigliera a Palazzo Chigi, ora mira alla Consob.

Carlotta-De-Franceschi-ImcMatteo Renzi aveva provato a inserirla in quello che i giornali definiscono giglio magico, una cerchia di fedelissimi collaboratori, magari poco in vista, ma con incarichi di prestigio. Ma Carlotta De Franceschi, dopo un anno trascorso a Palazzo Chigi come consigliere economico della Presidenza del Consiglio, non sembra essersi rivelata adeguata ai bisogni del premier. Lo scrive Dagospia, che spiega come lo stile della De Franceschi sia risultato, probabilmente, un po’ troppo indipendente e troppo slegato dai riti di palazzo. Così, i vari incontri da lei organizzati finivano spesso per assumere, alla prova dei fatti, poco valore. 12 mesi e 150mila euro dopo, De Franceschi ha concluso la sua avventura a Palazzo Chigi. Ma per lei pare che siano in vista ben altre gratificazioni.

UN PASSATO NELLE GRANDI BANCHE
Carlotta De Franceschi, laureatasi in Bocconi, ha un passato dentro istituti del calibro di Goldman Sachs, Morgan Stanley e Credit Suisse, come spiega Libero. Da sempre, racconta il sito formiche.net, si è interessata alle tematiche del debito e della gestione dei rischi finanziari. Attualmente, è la presidente di Action Institute, un think tank votato all’azione, almeno a leggere la mission aziendale. Dietro questo gruppo, sempre stando a quanto scrive Libero, ci sono banche e società estere. Tra le idee sostenute dalla De Franceschi, c’è il perseguimento della crescita accanto alla sostenibilità di bilancio (l’austherity, insomma).

LAVORO GRATIS PER I GIOVANI
De Franceschi è tornata in Italia nel 2011, dopo un periodo trascorso all’estero. Risale proprio a quel periodo un’intervista rilasciata al Messaggero Veneto in cui scagliava un duro attacco al sistema italiano, accusandolo di gerontocrazia e scarsa propensione alla meritocrazia. Ciò che mancava, inoltre, era la credibilità di un Paese che, secondo le sue esperienze, era considerato come corrotto e inaffidabile. Singolare, inoltre, la proposta da lei suggerita per uscire da questa impasse: «Abbiamo tante intelligenze giovani, chiediamo loro di lavorare per un anno, gratis, al ministero dello Sviluppo economico». A fine intervista, poi, si dava sei mesi di tempo per vedere se sarebbe cambiato qualcosa. A distanza di quattro anni, si può dire che per lei le cose si sono messe bene.

QUALE FUTURO?
Secondo alcune indiscrezioni, il mancato rinnovo come consulente economico a Palazzo Chigi metterebbe in gioco la De Franceschi per la presidenza della Consob, per la quale però la concorrenza è a dir poco agguerrita. Intanto è freschissima la nomina alla presidenza dell’Istituto Nazionale Tumori di Aviano.

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