Rientro a scuola in cinque mosse

di Matteo Mazzuca
Il ritorno dalle ferie è un trauma per tutti. E gli studenti, di tutte le età, non fanno eccezione. Che cosa fare per non rimpiangere troppo le vacanze e partire col piede giusto?

ThinkstockPhotos-78816800Con l’arrivo di settembre riaprono le scuole. Bambini e ragazzi si ritrovano a fissare gli zaini che inforcheranno la mattina seguente, pensando con rimpianto a quelle settimane spensierate in cui il sole splendeva alto e caldo e le giornate trascorrevano tra mare, giochi e uscite serali con gli amici per i più grandicelli. Come evitare, dunque, che il ritorno in classe possa rivelarsi un vero e proprio dramma? L’importante è partire col piede giusto. Ecco come.

ThinkstockPhotos-475253050IL CARBURANTE PRIMA DI TUTTO
Il buongiorno si vede dal mattino. E per questo è necessario cercare di svegliarsi ben riposati e abbastanza presto per concedersi una colazione come si deve. Senza energie, l’entusiasmo è inutile. Si rischia di finire il carburante ben prima del salvifico intervallo di metà mattina.

sb10069478bd-001SPALMARE GLI IMPEGNI
Tornati in classe, ahinoi, ricomincia la pedissequa routine fatta di compiti e interrogazioni. Ma è a casa che si fa fatica soprattutto: dopo mesi trascorsi a oziare in piena libertà e a gestire il proprio tempo in autonomia, il tempo libero non è più tale. Anche qui, è bene tornare a regime fin da subito, distribuendo lo studio lungo tutto l’arco settimanale e non lasciando compiti e capitoli al famoso ‘giorno prima’. Augurandosi che, dall’altra parte della barricata, professori e insegnanti conoscano il senso della misura.

ThinkstockPhotos-490452113STUDIARE NEL MODO GIUSTO
Ma è possibile passare meno tempo sui libri, pur riuscendo comunque a imparare ciò che serve per sostenere brillantemente un’interrogazione? Sì, a patto di trovare il proprio personale metodo di studio. Anche, perché no?, ricorrendo a strategie innovative, come suggerisce l’esperto di mnemotecniche Matteo Salvo. Innanzitutto, bisogna essere consapevoli che la voglia di studiare passa anche dalla postura. Stare stravaccati sulla sedia o sdraiati sul letto, magari circondati dal disordine, non favorisce la concentrazione. Schiena dritta e scrivania sono imprescindibili. Importantissimo poi abituarsi a organizzare il materiale in mappe concettuali colorate e ben connesse tra loro. Infine, entrare nella logica che l’obiettivo dello studio non è l’apprendimento fine a se stesso, ma la possibilità di saper spiegare quegli stessi concetti a qualcun altro. Come si suol dire, si conosce davvero un argomento solo quando si è in grado di spiegarlo anche alla nonna.

ThinkstockPhotos-178454814SMARTPHONE, AMICO/NEMICO
I ragazzi di oggi hanno a disposizione strumenti il cui utilizzo qualche anno fa era a malapena immaginabile. Smartphone e tablet possono rivelarsi dei grandi alleati in sede di studio, perché consentono di effettuare rapide ricerche sul web e approfondire nozioni che magari in classe sono state mal digerite (e a volte la colpa è anche del professore, diciamo la verità). D’altro canto, però, le continue notifiche su Whatsapp, Instagram e Facebook rischiano davvero di compromettere lo studio. Quindi, o ci si impone di non visualizzare i messaggi fino a un determinato orario o, più drasticamente, si eliminano temporaneamente le notifiche.

ThinkstockPhotos-98868424TUTTO RICOMINCIÒ CON UN’ESTATE INDIANA
L’estate indiana, o di San Martino, in realtà si verifica verso novembre, ma ci è utile per far passare un concetto altrettanto importante, ovvero: godersi gli ultimi giorni di sole. Il rientro a scuola non deve coincidere obbligatoriamente con una sorta di ritiro ascetico dedicato allo studio matto e disperatissimo. Per lenire il trauma post-vacanziero, può essere utile trascorrere parte del pomeriggio all’aperto insieme ai compagni di classe. Da una parte, è un’ottima opportunità di svago, dall’altra riabitua a vedere le stesse facce con cui si avranno a che fare per i nove mesi successivi.

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Publicato in: Attualità Argomenti: , , , , , , , Data: 14-09-2015 11:19 AM


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