«Non si possono esiliare i sex offenders»

di Matteo Mazzuca
La Corte Suprema USA ha bloccato l'ordinanza di una città del Massachusetts che, di fatto, prevedeva l'allontanamento dei molestatori sessuali dai confini. Intanto la legislazione fa discutere.

Wapello_signLynn è una città del Massachusetts, negli USA., che conta poco più di 90mila abitanti. Tra questi, alcuni sono registrati come sex offenders, locuzione che sta a indicare quelle persone che si sono rese colpevoli di reati a sfondo sessuale. La città di Lynn aveva deciso di emanare un’ordinanza che avrebbe praticamente bandito queste persone dai confini della città: la proposta, se avesse avuto seguito, avrebbe praticamente costretto le persone incriminate ad abbandonare le proprie abitazioni da un giorno all’altro. L’ordinanza è stata bloccata dalla Corte Suprema, che l’ha giudicata incostituzionale.

SOTTO CONTROLLO
Costringere i sex offenders a vagare da una città all’altra (Lynn non è l’unica comunità che ha emesso un’ordinanza del genere) potrebbe in realtà scatenare ulteriori problemi di ordine pubblico. Effettivamente, è molto più semplice per le autorità tenere sotto controllo i sex offenders se questi trovano una residenza stabile. Come spiega la CBS Local di Boston, le leggi prevedono che chi è iscritto nel registro debba registrarsi presso la polizia locale, che, in casi particolari, è tenuta a rivelare al pubblico alcune informazioni. L’ordinamento statunitense, inoltre, pur variando di Stato in Stato, prevede che la lista sia in alcuni casi accessibile al pubblico e consultabile da chiunque (esistono anche dei siti web che, appoggiandosi a Google Maps, mostrano esattamente dove si trovano le residenze di queste persone).

LA LISTA SERVE DAVVERO?
Il caso di Lynn ha riacceso il dibattito intorno all’effettiva utilità di questa sorta di lista nera e sulla sua efficacia nel prevenire ulteriori abusi, anche perché spesso le molestie sessuali sono perpetrate da famigliari e conoscenti, non da sconosciuti. Secondo i suoi detrattori, inoltre, la lista rischia di trasformarsi in un vero e proprio marchio d’infamia che i sex offenders, spesso, sono costretti a portarsi dietro a vita. Questo, in realtà, dipende dal livello che viene assegnato al sex offender di turno: l’Adam Walsh Act, promulgato nel 2007 durante l’amministrazione Bush, ha fissato tre livelli di classificazione.

I TRE LIVELLI
Il livello 1 include tutte quelle persone che non hanno precedenti e che si rendono colpevoli di lascivia, voyeurismo, possesso di materiale pedopornografico (compreso quello scambiato via smartphone) o di contatti sessuali non consensuali. Nel livello 2 vengono iscritte tutte quelle persone recidive e già assegnate al livello 1. A queste, si aggiunge chi si rende colpevole di traffico di minori a scopo sessuale, prostituzione minorile, violenza sessuale su ragazzini tra i 12 e 15 anni, l’estorsione di rapporti sessuali tramite minacce. Il livello 3 prevede gli abusi perpetrati con l’ausilio di droghe, gli abusi ai danni di minori di 12 anni o di persone non in grado di intendere e di volere e qualsiasi tipo di rapporto dove la vittima nega esplicitamente il suo consenso.

REGISTRI APERTI AL PUBBLICO
Dal livello 2 in poi, sono disponibili al pubblico moltissime informazioni riguardo i sex offenders. Sul sito nsopw.gov è possibile anche fare una ricerca per nome e cognome per scoprire se una persona è iscritta nel registro o meno. Nel database è possibile vedere dove abita il molestatore, che auto guida, di quali reati si è reso colpevole, se ha dei tatuaggi o meno. Il dibattito sulla privacy è aperto.

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Publicato in: Attualità, Top news Argomenti: , , , , , , Data: 11-09-2015 12:47 PM


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