Quando la vendemmia è folk

di Stefania Romani
Ecco le 5 sagre italiane più interessanti dedicate alla raccolta dell'uva.

SŸdtirolÈ tempo di vendemmia e diverse località festeggiano la raccolta dell’uva con appuntamenti legati al territorio e alla tradizione. Agli assaggi in cantina si aggiungono musica, spettacoli di strada, sfide di pigiatura, gare con le botti, sfilate di carri allegorici. Fra le tante feste colorate sparse per lo Stivale, Letteradonna.it ne ha selezionate cinque.

MEDITARE COL VINO IN VALPOLICELLA
Nata nel 1929, la più antica sagra italiana torna a Soave (Vr), in Valpolicella (Twitter: @ValpolicellaWeb), dal 18 al 21 settembre, per rendere omaggio al vino da meditazione più celebre della zona. I grappoli di Garganega, destinati a diventare Recioto, vengono appesi per le ‘recie’, le orecchie, sotto gli archi delle porte medievali, in attesa di appassire ed essere raccolti per la vendemmia tardiva fra dicembre e gennaio. Tra le iniziative messe a punto per il fine settimana figurano mostre, performance folcloristiche, pause musicali e visite teatrali per il centro storico del borgo, al seguito di attori che accompagnano i turisti in un percorso a ritroso nel tempo. Per saperne di più sui vini del #soave seguite @IlSoave.

festadell'uva chambave7SAGRA VALDOSTANA
Nella media Val d’Aosta, Chambave (Ao) dal 24 al 27 settembre ripropone la sagra dell’uva: si comincia con una gara podistica lungo le strade dei vigneti e si continua con spettacoli teatrali, melodie e presentazioni di libri. Il sabato pomeriggio, all’apertura delle cantine più antiche del borgo si accompagnano degustazioni di vini e grappe, seguite da una cena itinerante nelle vie del paese. La domenica si svolge la caratteristica gara delle botti fra diverse cittadine del vino della regione. E in chiusura trionfano gli assaggi di dolci a base di uva.

CALICI E SALUMI
Anche il Mendrisiotto è legato a doppio filo alla cultura vinicola, come testimonia la Sagra che va in scena dal 25 al 27 settembre (Twitter: @sagramendri8). Per l’edizione numero 59, la festa invade corti, mercati e piazze con musica e intrattenimento per grandi e piccini. La kermesse più importante della regione conta assaggi di salumi e vino in diverse cantine, merende, spettacoli per famiglie con clown e maghi, lancio di palloncini, concerti e mostra di gigantografie ispirate alla vendemmia.

VINO E SHOW
Sulle colline della Vallesina, nelle Marche, a Cupramontana (An) da giovedì 1 a domenica 4 ottobre si ripete la festa giunta alla 78esima edizione. Affondando le radici nella cultura agricola, la sagra punta su piatti forti come la sfilata di carri allegorici e il Palio del Verdicchio, una sfida di pigiatura dell’uva con i piedi,che impegna diversi Comuni della zona di produzione. Nelle ‘capanne’, stand allestiti in tutto il paese, i visitatori trovano, oltre al vino, anche olio e prodotti della gastronomia locale. E nelle serate sono in programma appuntamenti con Gabriele Cirilli, Carmen Consoli, Elio e le storie tese.

SŸdtirolFOLCLORE SUDTIROLESE
Ruota attorno al passato la Festa dell’uva di Merano (Bz), che per tre giorni, dal 16 al 18 ottobre, offre musica, gastronomia e riti antichi per celebrare la chiusura della vendemmia. Nell’edizione 2015, come accade ogni cinque anni, si svolge una festa nella festa, grazie alla Landesmusikfest, kermesse per la quale si danno appuntamento le bande di tutto il Sud Tirolo. Il venerdì mattina, dopo il brindisi inaugurale, i gruppi musicali si esibiscono lungo le vie e le passeggiate della cittadina, ma l’apice della manifestazione è la domenica pomeriggio, quando sfila il corteo folcloristico, formato da danzatori e figuranti in costume, accompagnati dal suono delle fanfare. A completare il quadro le carrozze e i carri allegorici, ispirati al territorio. In calendario anche il mercatino con prodotti artigianali. Ulteriori informazioni sulle diverse iniziative del comune si trovano all’account Twitter @love_merano.

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2 risposte a “Quando la vendemmia è folk”

  1. Roberto scrive:

    Ho iniziato a leggere. C’è un problema: il recioto è un vino che si fa in Valpolicella e Soave NON è in Valpolicella.
    I politici ha “allargato” di diverse valli la possibilità di fare il Valpolicella,il Recioto e l’Amarone ma la Valpolicella è ad ovest della città di Verona e Soave è a qualche valle più ad est.
    Soave si limit al suo famoso vino bianco e lasci il recioto alla VERA Valpolicella.

  2. Enrico scrive:

    Certo, la zona interessata dal Soave è a est di Verona(la Valpolicella è invece un’altra denominazione veronese).
    Ringraziamo anche Roberto per aver segnalato la svista.
    E’ ugualmente importante ricordare che anche nel Soave si realizza Recioto, naturalmente in questo caso bianco.
    Non si tratta, al contrario di altri casi, di “allargamenti” di denominazione in quanto il Recioto di Soave e quello della Valpolicella sono due prodotti completamente differenti e distinti.
    Per quanto riguarda l’autenticità del Recioto di Soave DOCG è possibile addirittura citare una famosa epistola di Cassiodoro (ministro di Teodorico, 503 d.C.)che testimonia la produzione di Recioto di Soave sin da epoca antica.

    Vi aspettiamo quindi ad assaggiare i nostri vini!
    Consorzio Tutela Vini Soave e Recioto di Soave
    http://www.ilsoave.com

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