«Questo Paese mi toglie il diritto al lavoro»

di Matteo Mazzuca
Giovanni Scattone rinuncia alla cattedra di psicologia. Pur sentendosi a posto con la propria coscienza, la mancanza di serenità l'ha indotto a dire no all'incarico.

o-GIOVANNI-SCATTONE-facebookGiovanni Scattone ha deciso di rifiutare la cattedra di psicologia che gli era stata assegnata in una scuola superiore di Roma. «La coscienza mi dice di poter continuare a insegnare, ma la mancanza di serenità mi induce a rinunciare all’incarico», ha affermato l’uomo. Parole che sembrano mettere la parola fine alla polemica scoppiata nei giorni precedenti, dopo che era trapelata la notizia del suo ritorno all’insegnamento e dell’assunzione in ruolo.

DIRITTO AL LAVORO
«Questo Paese mi toglie anche il fondamentale diritto al lavoro», ha continuato Scattone nella sua dichiarazione. «Ho rispettato, pur non condividendola, la sentenza di condanna. Quella stessa sentenza mi consentiva, tuttavia, di insegnare. Ed allora sarebbe stato da Paese civile rispettare la sentenza nella sua interezza», ha spiegato ancora. La decisione del professore sembra definitiva, ma il suo avvocato si augura un ripensamento.

LE REAZIONI
Dal punto di vista strettamente legale, Giovanni Scattone, condannato per l’omicidio di Marta Russo, aveva tutto il diritto di  sedersi in cattedra. E, grazie alla riforma sulla Buona Scuola, sarebbe anche entrato in ruolo. Una possibilità che ai più era parsa, seppur lecita, quantomeno inopportuna e che era stata accolta con sgomento anche dalla madre di Marta Russo. Il ministro Giannini, invece, si era detta tranquilla riguardo a un effettivo ritorno di Scattone in cattedra.

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Publicato in: Attualità, persone, Protagonisti Argomenti: , , Data: 10-09-2015 02:23 PM


Una risposta a “«Questo Paese mi toglie il diritto al lavoro»”

  1. Rio scrive:

    Nessuno dice che non ha il diritto di lavorare: lo “scandalo”, se così si può dire, stava nel fatto che gli fosse data la possibilità di insegnare a delle giovani menti.
    Niente da dire se avesse fatto altro, l’impiegato delle Poste, il bancario, l’impiegato amministrativo, il ragioniere o il geometra.
    Al limite, anche se avesse fatto il docente universitario.
    Ma il professore di scuola, ne avrà avuto pure il diritto come vincitore di concorso, ma me sembrava decisamente inopportuno.

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