L'ebrea che non piace agli ebrei

Matteo Renzi avrebbe chiesto di riconsiderare la nomina di Fiamma Nirenstein come ambasciatore di Israele in Italia nel 2016? Palazzo Chigi smentisce, ma anche la comunità ebraica di Roma non si era espressa favorevolmente.

NIRENSTEINFiamma Nirenstein sì, Fiamma Nirenstein no. Non si ferma il balletto politico intorno all’ambasciatrice di Israele a Roma designata da Netanyahu. Anche stavolta è il quotidiano Haaretz di Tel Aviv ad alimentare il fuoco della polemica, rivelando che Matteo Renzi avrebbe chiesto al premier israeliano di «riconsiderare la nomina». Indiscrezioni recisamente smentite da Palazzo Chigi, che ha negato qualsiasi forma di pressione. Ma si tratta solo della seconda puntata di una vicenda cominciata nel settembre 2015.

LA COMUNITÀ EBRAICA ROMANA DISSE NO?
A un mese dall’indicazione di Fiamma Nirenstein a nuovo ambasciatore di Israele in Italia nel 2016, la comunità ebraica romana sembrava aver avanzato pressioni per annullare la nomina.
Era stato sempre il quotidiano liberal Haaretz, citando fonti anonime della comunità stessa, a riferire di un incontro «privato» avvenuto nella Capitale in cui il presidente della comunità ebraica romana Ruth Dureghello e il rabbino capo Riccardo di Segni hanno chiesto al capo dello Stato israeliano Reuven Rivlin di intervenire per bloccare la nomina dell’ex parlamentare del Popolo della Libertà voluta dal premier e ministro degli Esteri Benyamin Netanyahu.
Dureghello e Di Segni, sostiene Haaretz, avevano espresso forte preoccupazione per le possibili ripercussioni negative del ruolo che andrebbe a ricoprire la Nirenstein. Secondo il quotidiano israeliano, i due avevano fatto presente a Rivlin che fino a non molto tempo fa la Nirenstein era stata un membro importante nel parlamento italiano nonché candidata alla presidenza della comunità degli ebrei di Roma. Anche da qui il timore – sempre nella ricostruzione di Haaretz – che la nomina della ex parlamentare del Pdl potesse risollevare la questione di una asserita «doppia lealtà» degli ebrei italiani. A Rivlin sarebbe stato fatto presente che la Nirenstein appare identificata in Italia con posizioni di destra: cosa che potrebbe rappresentare un impedimento con l’attuale governo italiano.

DEPUTATA PDL E INVIATA DAL MEDIO ORIENTE
Fiorentina nata in una famiglia ebraica, politica e giornalista, la Nirenstein, classe 1945, è stata deputata per il Popolo della Libertà e ha ricoperto il ruolo di vicepresidente della Commissione Affari Esteri e Comunitari della Camera nella XVI legislatura. Laureata in Storia Moderna, ha lavorato per diverse testate: fino alla sua elezione, nel 2008, è stata editorialista e inviata dal Medio Oriente per il Giornale, di cui è ancora opinionista. Dal 1991 al 2006 ha lavorato per La Stampa ed è stata collaboratrice di Panorama. Ha scritto anche su Paese Sera, L’Europeo, L’Espresso, Epoca. Da Gerusalemma ha scritto interviste e reportage su conflitti, guerre e terrorismo. È anche autrice di dieci libri. Dal 1993 al 1994 è stata direttore dell’Istituto Italiano di Cultura a Tel Aviv.

PALADINA DELLA LOTTA ALL’ANTISEMITISMO
Il 29 giugno 2011 è eletta all’unanimità presidente del Consiglio Internazionale dei Parlamentari Ebrei, un organismo che riunisce i parlamentari ebrei da tutto il mondo.
Dal dicembre 2008, Nirenstein è uno dei sei componenti del Direttivo della Coalizione Interparlamentare per Combattere l’Antisemitismo (ICCA), coalizione che riunisce 45 parlamenti da tutto il mondo nello sforzo comune di combattere l’antisemitismo.
Ha ricevuto numerosi premi letterari e giornalistici. Il 16 dicembre 2009, insieme agli altri sei componenti del Direttivo dell’ICCA, ha ricevuto un premio al Parlamento israeliano per il suo decennale impegno della lotta contro l’antisemitismo. Nell’aprile 2011, è stata insignita a New York dell’EMET Award, insieme a John Bolton e José Maria Aznar, dall’organizzazione CAMERA, per la sua attività come «Friend of Israel».

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