«Al suono del ciak entro in trance»

di Laura Frigerio
Gabriella Pession, ospite alla Mostra del Cinema di Venezia in occasione dei Premi Kineo, ci racconta progetti, emozioni e sfide future. Ma soprattutto della sua vita da mamma.

GettyImages-487122356Tra le varie star sbarcate al Lido per la 72esima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia c’è anche Gabriella Pession. L’attrice italiana è stata infatti ospite dei Premi Kinéo – Diamanti al Cinema in veste di madrina di We World, una delle maggiori ONG italiane tra quelle impegnate nella difesa dei diritti di donne e bambini. Noi l’abbiamo incontrata poco dopo la conferenza stampa di presentazione alla presenza del suo compagno, l’attore irlandese Richard Flood, conosciuto sul set della serie tv Crossing Lines. Ecco che cosa ha raccontato a Letteradonna.it.

CROSSING LINES: Season 2 GalleryDOMANDA: Che cosa significa per lei essere qui, tra l’altro legata a una ONG così importante?
RISPOSTA: Per me è un onore, perché mi sono occupata di certe tematiche al femminile già in veste di attrice. Questo mi ha permesso, anche come donna, di scoprire una realtà difficile e oscura. Rendiamoci conto che, secondo i dati ufficiali, in Italia ogni tre giorni una donna viene uccisa dal proprio compagno.
D: Che cosa si potrebbe fare per invertire questa tendenza?
R: Secondo me sottovalutiamo troppo la violenza psicologica, che è trasparente ma in grado di distruggere una persona. Negli Stati Uniti ci sono numerose campagne per sensibilizzare sul tema e noi dovremmo prendere esempio.
D: Lei è in qualche modo impegnata nel sociale?
R: Si, ho da poco vinto il Premio Alberto Sordi per una campagna a favore della salvaguardia delle foreste del WWF . Inoltre, da quando sono diventata mamma, ho iniziato anche a occuparmi di bambini in difficoltà. Credo sia importante fare conoscere, anche grazie alla stampa, certe realtà.
GettyImages-487122400D: Avere lei come testimonial è un marcia in più, soprattutto considerando quanto è amata dal pubblico femminile…
R: Mi fa davvero piacere essere seguita da questo pubblico, perché io amo le donne. Si dice sempre che siamo competitive, che non può esistere una vera amicizia tra di noi, ma per me non è vero. Io ho tante amiche belle e di successo, non le temo e non sono invidiosa di loro.
D: Lei si è fatta conoscere soprattutto per ruoli romantici, poi è arrivata la serie tv Crossing Lines e si è data all’azione. Le piace questa dimensione?
R: Devo ammettere che i ruoli d’azione non mi piacciono particolarmente: ho paura delle pistole, se c’è una scena con un elicottero ho sempre paura che mi tranci una mano. Insomma, sono una fifona, ma quando scatta il ciak si entra in una sorta di trance, dove si ha una sensazione alterata della realtà. Io preferisco quei ruoli che mi permettono di esplorare i sentimenti e le varie sfumature dell’animo umano.
D: Quando la rivedremo in questa serie?
R:
Devo darvi una brutta notizia: la seconda stagione è già uscita in Francia, Inghilterra e Stati Uniti, ma per il momento non è prevista la visione in Italia, a differenza della prima. Pare che sia considerata un po’ troppo surreale per il nostro paese.
'Kineo Award' Ceremony Arrivals - 72nd Venice Film FestivalD: Mi parla invece de Il sistema?
R: È una serie che parla della corruzione nel mondo della politica e della finanza, ispirata ai fatti di Mafia Capitale, quindi molto legata all’attualità. Interpreto una donna che lavora nel mondo della finanza e che è molto ambiziosa, quindi corrotta e corruttibile. Dovrebbe andare in onda a ottobre o a febbraio, su Rai Uno.
D: Altri progetti in corso?
R: A breve inizierò a girare un film. Si tratta di una commedia, opera prima del regista Diego Amodio. È un progetto a cui tengo molto, perché mi piace muovermi all’interno del cinema indipendente.
D: Poco più di un anno fa è venuto alla luce Giulio. Come fa a conciliare il suo ruolo di mamma con quello di attrice?
R: Ci tento. Ho deciso di riprendere a lavorare quando mio figlio aveva solo quattro mesi e, anche se ho la fortuna di avere chi mi aiuta, non è stata una passeggiata. A differenza di molte che, subito dopo essere diventate madri, fanno apparire tutto come semplice e naturale, io non mi vergogno di dire che mi sono sentita fragile perché è un momento molto delicato per una donna.
D: È diventata una mamma multitasking?
R: Amo essere madre, ma al tempo stesso non posso rinunciare alla mia professione: cerco quindi di lavorare, ma di essere il più possibile presente per Giulio. Voglio essere io a dargli la pappa, a metterlo a letto e a cantargli la ninna nanna. E, quando riesco, in pausa pranzo scappo subito da lui.

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