Donne in fuga

Il 20 giugno è la Giornata mondiale dei profughi. Ecco quattro signore che, costrette a lasciare il loro Paese d'origine, hanno fatto la storia della letteratura, dello sport, della politica e della musica mondiale.

L’esodo dei migranti sta scuotendo le coscienze europee. Ma se, da una parte, i cittadini si impegnano in prima persona per accogliere i profughi, dall’altra sono molte, troppe le voci che si fanno portatrici di messaggi xenofobi. Per contrastarle, molti fanno presente che il padre di Steve Jobs era anch’egli un profugo siriano. Come a dire: state attenti a respingere i migranti, perché tra loro potrebbe celarsi qualcuno capace di fondare una delle più grandi aziende al mondo. Ma Steve Jobs non è certo l’unico personaggio celebre la cui vita è stata segnata, più o meno direttamente, da esodi forzati. E, tra questi, ci sono anche delle donne.

Standard Bank Of Joy Jazz 2007MIRIAM MAKEBA
Il mondo l’ha conosciuta anche come Mama Afrika, ed è stata una delle voci più importanti della world music. Nata a Johannesburg, in Sudafrica, nel 1960 partecipò a un documentario contro l’apartheid. Miriam, che per presentarlo era stata invitata a Venezia, aveva già deciso che non sarebbe tornata indietro. Nel 1963 decise di testimoniare alle Nazioni Unite contro l’apartheid. Il governo sudafricano decise allora di bandire i suoi dischi, revocarle la cittadinanza e condannarla all’esilio. Tornò in Sudafrica solo nel 1990, su espressa richiesta di Nelson Mandela, uscito di prigione nel gennaio dello stesso anno.

Chilean writer Isabel Allende poses duriISABEL ALLENDE
Tutti conoscono la storia di Salvador Allende, il Presidente cileno che venne deposto da un colpo di Stato che diede vita alla diattatura militare di Augusto Pinochet. Dopo la morte dello zio, Isabel Allende cominciò a ricevere una serie di minacce che la costrinsero a trasferirsi in Venezuela per tredici lunghi anni, durante i quali intraprese una fortunata carriera da scrittrice.

Red Carpet - 2014 Laureus World Sports AwardsNADIA COMANECI
Dopo una carriera sportiva che la fece entrare di dirittto tra le più grandi ginnaste di tutti i tempi (vinse ben 5 ori olimpici) e una vita vissuta sotto il regime di Ceausescu, nel 1989 Nadia Comaneci decise di fuggire negli Stati Uniti. A oggi, è l’unica persona a essere stata insignita per ben due volte dell’Ordine olimpico.

Aung San Suu Kyi Visits Australia - Day 5AUNG SAN SUU KYI
I primi anni di vita della politica birmana premio Nobel per la pace furono all’insegna dei viaggi. La madre, infatti, lavorò come diplomatica in India e in Nepal. Inoltre, Aung San Suu Kyi ebbe la possibilità di studiare e laurearsi a Oxford. Tornò in Birmania nel 1988, all’età di 43 anni, per accudire la madre. Nello stesso anno, però, saliva al potere Saw Maung instaurando un regime militare. Aung San Suu Kyi cercò immediatamente di reagire dando vita alla Lega Nazionale per la Democrazia. Per questo venne arrestata e tenuta agli arresti domiciliari fino al 1995, anche se il suo stato di semilibertà si è ptrotratto fino al 2010.

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Publicato in: Attualità, persone, Protagonisti Argomenti: , , , , , Data: 20-06-2017 08:50 AM


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