Il matrimonio lo annulla il vescovo

di Camilla Colombo
Dopo tre secoli un papa riforma la Sacra Rota sul tema della nullità del settimo sacramento. Tra le novità i tempi del processo e le cause legali per ottenere la dispensa.

VATICAN-POPE-AUDIENCEPapa Francesco ha varato una riforma storica. Dopo tre secoli, l’annullamento del matrimonio non è più una competenza esclusiva della Sacra Rota. Nei casi in cui le ragioni della nullità sono evidenti o riguardano la mancanza di fede di uno o di tutti e due i coniugi, il giudice di riferimento diventa quindi il vescovo diocesano.

TEMPI PIÙ VELOCI
Con la riforma voluta da Papa Francesco i tempi per ottenere l’annullamento del matrimonio si accorciano sensibilmente. Basta un solo grado di giudizio da celebrarsi entro un anno dalla richiesta dei coniugi. Addio quindi alle due sentenze conformi della Sacra Rota. L’appello è comunque possibile, ma la sentenza è valida ed esecutiva dal primo grado di giudizio. Nel caso in cui il matrimonio non venga nemmeno consumato poi, la dispensa dal sacramento può essere ottenuta senza processo. La decisione di Bergoglio risponde all’esigenza di cambiamento espressa dai vescovi di tutto il mondo e si rivolge sia alla Chiesa di rito latino sia alla Chiesa di rito orientale.

I REQUISITI E LE CAUSE
Per avvalersi della nuova struttura della giustizia ecclesiastica, più snella e veloce, è necessario che i coniugi si separino in maniera consensuale. Non deve quindi esserci un contenzioso tra le parti e deve essere evidente la nullità del matrimonio. La novità della riforma di papa Francesco non riguarda però solo i tempi, ma anche le cause che portano alla richiesta di annullamento. Oltre  alla mancanza di fede e all’occultamento di una grave malattia, di figli precedenti o di una condanna penale, rientrano tra i motivi riconosciuti per la nullità del matrimonio anche l’aborto e la violenza fisica.

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