«Aylan, sono nata per quella foto»

Parla Nilüfer Demir, la donna che ha scattato la foto del bimbo siriano annegato che ha fatto il giro del mondo. «Credo che ognuno abbia un compito nella vita. Questo era il mio».

aylan

Ha scattato la foto che ha commosso il mondo, Nilüfer Demir. E di cui tutto il mondo parla da giorni.
Ma ora ha deciso di parlare anche lei, la fotografa che ha immortalato il corpicino del piccolo Aylan Kurdi, il bimbo siriano annegato mentre cercava di raggiungere l’isola greca di Kos dalla costa turca di Bodrum. «Questa è l’ultima volta, poi giuro che non ne parlo più. Penso di essere nata per quegli scatti ma adesso devo guardare avanti».
Nilüfer, intervistata da Giusi Fasano per Il Corriere della Sera, non ha alcun dubbio: doveva scattare quella foto, nonostante il dolore.
«Io credo che ciascuno venga al mondo con un motivo preciso, un compito. E credo che le fotografie del piccolo Aylan morto sulla spiaggia di Bodrum fossero il compito della mia vita. Sono venuta al mondo per scattare quelle foto e per scrivere questa storia, spettava a me», ha spiegato la fotoreporter.

IL RACCONTO DEL GERNDARME CHE HA PORTATO VIA IL BIMBO
Ha raccolto immagini, Nilüfer, ma non solo: ha raccolto anche parole. Quelle del gendarme che ha portato via il piccolo Aylan dalla spiaggia e che ha rilasciato a lei e al suo collega Yasar Anter una lunga intervista. Si chiama Mehemet Çiplak, 39 anni, padre di un bambino di sei anni.
Ai due giornalisti ha descritto il momento peggiore che ha provato, quando si è avvicinato al bimbo siriano. «Dicevo fra me e me: Dio fa che sia vivo. Ho cercato di capire se ci fosse un segno di vita ma niente. Non c’era più niente da fare. Mi sono sentito tristissimo».

© RIPRODUZIONE RISERVATA
Publicato in: Attualità, donna, persone, Protagonisti Argomenti: , , , Data: 07-09-2015 04:40 PM


Lascia un Commento

*