«Volevamo una figlia bianca»

di Camilla Colombo
Negli Usa una coppia di donne gay ha fatto causa alla banca del seme per uno scambio di provette in laboratorio. Il giudice però rigetta l'istanza perché la piccola è sana.

jennifer-cramblettIl problema sarebbe il razzismo delle altre persone. Non il suo. Fatto sta che una donna statunitense, Jennifer Cramblett, ha fatto causa alla banca del seme del Midwest perché la figlia concepita in provetta non è bianca come avevano deciso, ma nera. Per la fecondazione è stato usato lo sperma di un afroamericano invece che quello di un caucasico.

SCAMBIO DI PROVETTE
Nel 2011 Jennifer Cramblett, con la sua compagna Amanda Zinkon, si era rivolta alla banca del seme per restare incinta. La scelta era ricaduta su un uomo bianco con gli occhi azzurri e i capelli biondi di modo che il nascituro somigliasse il più possibile al primogenito della coppia. Quando però è venuto il momento del parto, si è scoperto che c’era stato uno scambio di provette in laboratorio perché la piccola, invece dei boccoli biondi e gli occhi color cielo, aveva i ricci neri e la pelle color ambra. La coppia ha allora deciso di fare causa alla banca del seme, ma il giudice ha dichiarato che non c’è alcun fondamento legale per procedere.

 «NON MI ARRENDO»
Respinta la richiesta di risarcimento di 50 mila dollari per «nascita errata», perché la piccola è sana, a Jennifer Cramblett non resta che presentare una nuova istanza contro la banca del seme per «negligenza». È quasi scontato che lo farà, considerato che nel 2014 è comparsa in numerose trasmissioni televisive per far conoscere la sua battaglia. A chi la accusa di razzismo, Jennifer risponde che ama sua figlia e non ha problemi ad avere una bambina afroamericana. La sua unica preoccupazione è che la piccola possa sentirsi emarginata dato che vive in un ambiente in prevalenza composto da bianchi.

© RIPRODUZIONE RISERVATA


Lascia un Commento

*