«Tornerò presto sul grande schermo»

di Paola Medori
Abbiamo intervistato Nastassja Kinski, la popolare attrice simbolo di Venezia 72. Ecco che cosa ci ha raccontato sulla sua carriera e sui grandi registi che l'hanno diretta.

ITALY-FILM-FESTIVAL-VENICELa 72esima Mostra del Cinema di Venezia ha il volto di Nastassja Kinksi, icona del cinema a cavallo tra gli Anni 70 e 80. Sono passati più di trent’anni, ma la protagonista di Paris, Texas, film culto per un’intera generazione, mantiene intatta la sua bellezza. Lo sguardo è sempre seducente, come la sfrontatezza che fece perdutamente innamorare il regista Roman Polanski. Solo accanto a lui scoprì quella che sarebbe stata la sua carriera e la sua strada. L’attrice racconta la sorpresa inaspettata di ritrovarsi ritratta sul manifesto del Festival, anche se non pensa di «essere un simbolo». Il cinema le ha cambiato la vita ma, soprattutto, le ha permesso di non smettere mai «di credere in me stessa anche nei periodi più difficili della mia vita».

Natassja KinskiDOMANDA: È il volto della 72esima edizione della Mostra del Cinema Venezia. Che cosa si prova ad essere un simbolo?
RISPOSTA: Il poster di Venezia è stata una sorpresa inaspettata, anche se non penso proprio di essere un simbolo. Oggi rifletto su tutta la mia vita, a come sono arrivata al cinema e a tutti gli incontri davvero speciali che ho avuto. Tante persone, registi e non, mi hanno aiutata, ispirata e insegnato. Ringrazio il cinema, che mi ha regalato tanto e fatto conoscere il mondo.
D: Come è avvenuto l’incontro con il cinema?
R: Sono stata scoperta, per caso, dall’attrice Lisa Kreuzer durante una gara di ballo. Mi ha chiesto se volevo partecipare a un film, Falso movimento di Wim Wenders, e io ho accettato. Il cinema mi ha salvato la vita. Quando ho iniziato, avevo solo 12 anni e non avevamo niente, solo noi stessi. Ma sapevo da sempre di essere, in qualche modo, un’artista. Lo sentivo dentro di me. All’inizio volevo diventare una ballerina. Poi è arrivato il mio primo film, Tess, e poi tanti altri ancora. Non ho mai smesso di credere in me stessa, anche nei periodi più difficili della mia vita.
D: Che cosa si prova a essere diretta da artisti come Wim Wenders e Roman Polanski?
R: Avevo visto i loro film, sapevo che erano delle grandi pellicole, ma solo più tardi ho capito la fortuna di iniziare la mia carriera con registi come Wim Wenders, Wolfgang Petersen e Roman Polanski. Quando sei molto giovane, ti muovi d’istinto e non hai consapevolezza di quello che ti accade.
attends the Kineo Awards ceremony during the 72nd Venice Film Festival at Palazzo del Casino on September 6, 2015 in Venice, Italy.D: Ha recitato con Marcello Mastroianni in Così come sei, di Alberto Lattuada. Che ricordo ne conserva?
R: È stato bello recitare con un grande attore come Marcello Mastroianni. Avevo visto tutti i film di Federico Fellini da lui interpretati. Aveva una voce unica, così riconoscibile. Quando eravamo sul set era un gentiluomo, capace di essere insieme profondo e leggero.
D: Come descriverebbe Wenders e Polanski?
R: Wim Wenders è un regista calmo, introspettivo. Prende tempo per capire che cosa vuole e che cosa cerca dai suoi attori. Ti concede spazio e libertà. Polanski è pieno di passione. Con lui ho capito che recitare era quello che volevo fare seriamente. Mi ha insegnato il senso del lavoro, la cura dei dettagli, l’importanza delle prove con gli altri attori e lo studio dei tempi. Ci vuole tanto lavoro e sacrificio.
D: Da anni è lontana dal cinema. Sogna di ritornare sul grande schermo e in quale ruolo?
R: Sì, penso di ritornare al cinema, appartengo a questo lavoro. Sono un’attrice e voglio assolutamente continuare a recitare. Per ora ho due progetti nel cassetto. Ancora non ne posso parlare, ma presto ci saranno grandi novità.
D: Che ne pensa del programma di quest’anno del Festival? Quale film vuole assolutamente vedere e perché?
R: Il programma di quest’anno di Venezia è molto interessante, vorrei vedere tutti film, proprio tutti. Ho visto Everest, una pellicola molto bella ed emozionante. Mi piacerebbe vedere veramente tutti film, visto che sono anche membro dell’Academy of Motion Picture Arts and Sciences (l’organizzazione che assegna i premi Oscar, ndr). Vedo tantissimi film, non scelgo di vederne uno piuttosto che un altro. Certi film, però, ti rimangono dentro il cuore.
attends the opening ceremony and premiere of 'Everest' during the 72nd Venice Film Festival on September 2, 2015 in Venice, Italy.D: Si è trasferita negli USA per studiare con Lee Strasberg. Per un certo periodo ha diviso un appartamento con Demi Moore. Com’è stata quella parentesi della sua vita?
R: All’inizio ho abitato Los Angeles, studiavo recitazione al Lee Strasberg Insitute. Ho incontrato Demi Moore quando avevo 16 anni. Sognavamo entrambe tante cose, di sfondare nel ballo e nel cinema. Abbiamo diviso l’appartamento, andavamo a scuola e pensavamo all’amore e ai nostri sogni, come tutti gli adolescenti. Poi sono ritornata in Europa a girare un film, e poi è arrivato Tess.
D: Sente ancora Demi Moore?
R: Ho rivisto Demi sul grande schermo e poi in Ghost. Mi sono commossa ed emozionata nello scoprire che era riuscita alla fine a realizzare il suo sogno.
D: Lei è riuscita ha realizzare il suo sogno?
R: Ancora lo rincorro. Inseguo i miei sogni in continuazione. Quando si realizzano è una sensazione meravigliosa. Nel frattempo, non dobbiamo mai smettere di credere nei nostri sogni. Solo credendoci possiamo veramente raggiungerli.

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