Cina, sex doll al posto delle donne

di Camilla Colombo
Nel Paese più popoloso del mondo nascono sempre meno bambine. Gli uomini quindi ricorrono alle bambole gonfiabili che sembrano sempre più umane in tutto quello che offrono.

CHINA-SOCIAL-LIFESTYLE-RETAILSe sentite dire a un imprenditore cinese di «essersi fatto una 156», non pensate a un nuovo modello di auto o moto. Pensate a una bambola gonfiabile. Sì perché nell’ex Impero Celeste la politica di un solo figlio per coppia ha creato disastri. Troppi uomini per troppe poche donne. E così si rimedia con dolci fanciulle in elastomero termoplastico.

MANCANO LE DONNE
Statistiche recenti hanno dimostrato le conseguenze, potremmo quasi dire drammatiche, di decenni di politica di controllo demografico. Nel Paese più popoloso del mondo nascono 116 bambini ogni 100 bambine. Millenni di cultura maschilista hanno portato le famiglie, costrette ad avere un solo erede, a scegliere i figli maschi. Aborti illegali selettivi o uccisione delle bimbe appena nate sono state pratiche diffuse per lungo tempo in Cina. Ecco spiegata quindi l’attuale mancanza di donne rispetto al numero di uomini che porta i cinesi ad adattarsi al rude, ma efficace concetto di «meglio una bambola sessuale che niente».

LA MIGLIORE È LA 156
La più sofisticata bambola sessuale messa in commercio in Cina è alta 156 centimetri, costa circa 2.500 euro ed è fatta in elastomero termoplastico, un materiale gommoso ancora più soffice del silicone. Una garanzia per i clienti in cerca di una pelle delicata senza difetti. Il costo proibitivo, equivalente al salario di sei mesi di lavoro di un operaio, non comprende parrucche né organi genitali intercambiabili e lavabili che vanno pagati a parte con almeno altri tre mesi di stipendio. Le mani e le dita della fanciulla di plastica sono mobili e possono assumere qualunque posizione, a discrezione dell’acquirente.

UN MERCATO IN ESPANSIONE
«Le 156 si trovano nei migliori negozi specializzati», recitano gli slogan pubblicitari sparsi nelle principali città cinesi. Uno di questi, il Micdolls di Pechino, fa affari d’oro con le sex doll di ultima generazione tanto che il proprietario Zhang Han ha deciso di investire grandi capitali per produrre direttamente lui le bambole gonfiabili che vende nel suo negozio. Le cifre gli danno ragione. Il mercato dei sex toy in Cina vale 100 miliardi di yuan, circa 15 miliardi di euro, all’anno. Il cliente medio è un professionista o un imprenditore tra i 30 e i 40 anni che per ora non può  rateizzare l’acquisto, ma, fanno sapere dal negozio, «ci stiamo attrezzando anche su questo versante». Intanto Zhang Han ha iniziato a lavorare alla produzione di una bambola per donne che avrà come principale accessorio un kit di peni intercambiabili, di colore, misura e vibrazioni diversi. In omaggio alle pari opportunità.

© RIPRODUZIONE RISERVATA
Publicato in: Attualità Argomenti: , , , Data: 07-09-2015 12:18 PM


Lascia un Commento

*