«Non giudicate l'Iran da un vacanza»

di Enrico Matzeu
A tu per tu con Fariba Tehrani che si candida a diventare la rivelazione di Pechino Express 2015. Nata a Teheran, ecco cosa pensa delle disavventure di Giulia Innocenzi nel suo Paese.

FARIBA (1)

Sulla carta si candida ad essere il personaggio dell’edizione numero quattro di Pechino Express, l’adventure game di Rai Due in onda a partire dal 7 settembre  e condotto da Costantino Della Gherardesca. Un po’ come è successo in passato ad Eva Grimaldi, alla Marchesa Daniela Del Secco d’Aragona e Corinne Cléry, si vede subito che Fariba Mohammad Tehrani non è una che passa inosservata, nonostante non sia un volto noto al grande pubblico. Nata a Teheran, ma in Italia ormai da anni, la donna è il 50% della coppia delle Persiane. Con lei c’è infatti la figlia Giulia Salemi, classe 1993, che nel 2014 è arrivata terza a Miss Italia e poi ha affiancato Simona Ventura nel talent calcistico Leyton Orient su Agon Channel.

ESUBERANTE E FEMMINILE
Basta dare un’occhiata ai video di presentazione pubblicati sul sito ufficiale della trasmissione tivù per prevedere che il loro viaggio in Sud America, dove si è svolta l’edizione 2015 del gioco, è stato all’insegna delle risate. D’altronde Fariba, che nella vita dirige un centro estetico a Piacenza, è un’esuberante per natura. Ma è anche una donna molto determinata e femminile. Una femminilità, che a dispetto delle sue origini, si realizza anche attraverso la scelta di outfit sexy come quelli degli scatti che arrivano direttamente dal set programma a cui ha deciso di partecipare per dare sostegno alla figlia: «La vita mi ha sempre spinto a fare esperienze nuove per mettermi alla prova. Così, nonostante le mie resistenze iniziali, ho deciso di partire», ha svelato a Letteradonna.it poche ore prima della prima puntata.

DOMANDA: Con che spirito è partita per il Sud America?
RISPOSTA: Ho saputo solo pochi giorni prima della partenza che la quarta stagione di Pechino Express si sarebbe svolta in Sud America. Per poter affrontare al meglio le prove ho iniziato subito a studiare lo spagnolo.
D: Nessuna preparazione fisica?
R: Ho fatto anche quella nell’ultimo mese prima di partire.
D: Com’è stato il rapporto con gli altri concorrenti?
R:
Il cast di quest’anno è magnifico. Ogni concorrente è a suo modo diverso e unico. All’inizio mia figlia ed io abbiamo legato con Giovanni Scialpi e Roberto Blasi (I Compagni), che sono persone squisite, e con Yari Carrisi e Pico Rama (Gli Illuminati). In seguito, ci siamo avvicinati a Pasquale Caprino e Christian Bachini (Gli Espatriati). 
D: Cosa le ha lasciato questa esperienza?
R:
Una miscela di emozioni. È stata un’esperienza meravigliosa, toccante, che non dimenticherò per il resto della mia vita, grazie alla quale abbiamo conosciuto persone povere ma dal cuore immenso. Dormivo solo tre ore a notte e quando sono tornata a casa dimostravo dieci anni di più a causa del cambiamento di vita e alimentazione. Le cose che ricordo con più piacere sono successe però a telecamere spente.
D: Per esempio?
R: Quando avevamo modo di approfondire la conoscenza di bambini e anziani. Mi ricordo, in particolare, di un disabile che si è innamorato di mia figlia. Abbiamo ballato in strada per lui e l’abbiamo reso felice.
D: Come è stato tornare alla vita di tutti i giorni?
R: Ho avuto una depressione post-Pechino: non è stato facile per me tornare alla vita di tutti i giorni.

La coppia delle Persiane, Giulia Salemi e Fariba Tehrani, sul set di Pechino Express.

La coppia delle Persiane, Giulia Salemi e Fariba Tehrani, sul set di Pechino Express.

D: Com’è stato il rapporto con sua figlia durante le registrazioni?
R:
Nelle puntate potrei sembrare una mamma cattiva e aggressiva, ma conosco i miei polli. Giulia va scossa per farle tirare fuori la grinta che ha. Se invece la consoli si butta ancora più giù. Dopo Pechino Express è diventata una persona ancora migliore di quello che già era.
D: È una mamma orgogliosa quindi?
R: Molto. Credo che grazie a questa esperienza abbia intrapreso un percorso di crescita interiore, tirando fuori una forza insospettabile.
D: Ci racconta la sua storia? Quando e perché è arrivata in Italia?
R: A 18 anni, nel periodo della rivoluzione iraniana, sono venuta in Italia per continuare i miei studi. Inizialmente non pensavo di restarci. Poi però ho conosciuto il mio ex marito e mi sono sposata. É stato il destino a farmi rimanere qui.
D: Com’era la sua vita a Teheran?
R: In Iran si viveva molto bene, non ci mancava nulla. Venendo in Italia, paradossalmente, ho peggiorato la qualità della mia vita, qui ho dovuto accontentarmi di una vita da studentessa-lavoratrice.
D: Quali sono le differenze più grandi che ha notato tra la cultura iraniana e quella italiana?
R: Nell’immaginario occidentale non si fa più differenza tra Iran, Iraq, Afghanistan e i Paesi del Maghreb. L’Iran è un Paese meraviglioso e sempre sorprendente in cui convivono tradizione e modernità.  La vita in Iran pulsa di gioventù e voglia di vivere. 

Fariba Tehrani in un momento durante le riprese di Pechino Express.

Fariba Tehrani in un momento durante le riprese di Pechino Express.

D: Ha seguito il caso della giornalista Giulia Innocenzi che rientrata da un viaggio in Iran ha detto di essere stata molestata?
R:
Certo, l’ho seguito e ne ho pure discusso sul suo blog.
D: Cosa ne pensa?
R: Mi dispiace molto per la sua disavventura. Ma non mi sembra corretto giudicare un Paese, che è sei volte più grande dell’Italia, sulla base di un viaggio di sole due settimane. Non ammetto che un episodio personale definisca così negativamente l’Iran. Questi episodi possono capitare ovunque, anche in Italia, ma non definiscono l’identità di un Paese. 
D: Com’è però secondo lei la condizione femminile in Iran oggi?
R:
Le donne vivono e partecipano liberamente alle attività sociali, allo stesso modo degli uomini. Rispetto al passato c’è una maggiore partecipazione delle donne alla vita sociale.
D: C’è parità?
R: No, quella no. Le donne non sono ancora sullo stesso piano degli uomini. Ma con il tempo ce la faremo, ne sono convinta.
D: Lei appare molto femminile. Nei modi in cui si pone, nel modo di vestirsi.
R:
La donna iraniana ha una femminilità innata, che vorrà sempre affermare.
D: Anche la sua è in un qualche modo una storia di migrazione. Cosa pensa vedendo le immagini dei migranti che arrivano oggi in Europa, spesso perdendo la vita?
R:
Parlando del mio popolo, direi che gli iraniani vanno all’estero, tranne in casi estremi come i rifugiati politici, più per scelta personale che per necessità impellente. Non scappano per cercare fortuna altrove. Mi dispiace, invece, tantissimo per coloro che sono costretti a scappare dalla guerra. In questi casi l’aspetto umano prevale su qualsiasi discorso polico-sociale.

 

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