Budapest, una Speranza è nata tra i profughi

di Luca Burini
Una donna, dopo essere stata rifiutata da un'ambulanza, ha partorito una bambina in mezzo agli altri migranti accampati. Per la piccola è arrivato subito il via libera per lo spostamento in Germania.

speranza-kDPE-U10601110757150fsB-700x394@LaStampa.itSi chiama Speranza ed è nata in una stazione. Non in una qualunque: nella stazione di Budapest fra le centinaia di migranti accampati in attesa di poter salire su un treno per raggiungere l’ennesima meta di un’odissea che tocca Mediterraneo, Balcani, Danubio e Manica. La piccola, figlia di profughi in fuga dalla guerra civile che insanguina la Siria, è nata a dispetto di tutto e tutti in un sudicio sottopassaggio. Fra tende improvvisate, persone accucciate alle meno peggio, stracci, coperte, odori opprimenti e qualche volenteroso soccorritore.

IL RIFIUTO DI UN’AMBULANZA
È stato proprio uno di questi, un volontario dell’associazione Migration Aid, a raccontare al tabloid britannico Sun di come un’ambulanza abbia, a quanto pare, rifiutato di prendere a bordo la mamma di Speranza, già in preda alle doglie. La donna quindi ha dovuto partorire là, in quella stazione che con il passare delle ore rischia di assomigliare a un lazzaretto.

SPERANZA PUÒ ANDARE IN GERMANIA
Eppure il ‘lieto evento’ alla fine si è compiuto. Ed è stata la madre stessa, esausta ma con un mezzo sorriso, a mostrare la piccola a un teleobiettivo e al mondo: sollevandola fra le braccia avvolta in un foglio di carta argentata isotermica messole addosso dai soccorritori per proteggerne il corpicino dal freddo. La donna, scrive il Sun, l’ha chiamata Shems, che tradotto significa «luce del sole», ma anche «speranza», appunto. Un nome che le ha portato fortunata perchè dalla Germania il via libera, stavolta, è stato istantaneo: Speranza può entrare.

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Publicato in: Attualità, persone, Top news Argomenti: , , , , Data: 03-09-2015 05:28 PM


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